Come concordato nel nostro ultimo incontro, provo a definire le attività:
Prima attività
Tenendo conto delle architetture e dei formati dell'istruzione, vi invito a presentate una idea progettuale (per chi non ha insegnato) o una pratica (per chi ha insegnato) relativamente ad attività didattiche.
Seconda attività
Dopo aver letto un numero congruo di presentazioni, sceglietene una e commentatela in modo più possibile argomentato eventualmente individuandone i punti di forza e di debolezza.
Sempre riprendendo quanto detto, vi ricordo la richiesta di due cortesie: la prima: vi prego di svolgere al più presto la prima attività per permettere l'inserimento dei commenti. La seconda: predisponete sin da ora una copia cartacea dei vostri interventi da portare in sede di esame.
Ricordo che la scadenza è fissata per le ore 24 del 18 maggio.
Buon lavoro!
Salve!
RispondiEliminaDurante le ore di lezione abbiamo spesso affrontato il tema della tecnologia legato alla sedentarietà dei ragazzi e al trascorrere sempre meno ore all'aria aperta, proprio per questo propongo un attività che spinga gli studenti a trascorrere tempo tra la natura e li metta a contatto tra loro permettendo un alto grado di socializzazione, cosa che ultimamente a causa dello smoderato utilizzo di Smartphone e PC si perde giorno dopo giorno, scegliendo un attività d'altro canto ludica e di facile pratica così da includere ogni tipologia di alunno.
Propongo un'idea progettuale relativa ad un'attività didattica di Educazione Fisica per un ipotetica Scuola Superiore di Primo grado in una Classe Seconda.
"L'Orienteering per migliorare il senso dell'orientamento e la conoscenza di ciò che ci circonda"
COMPITO:Conoscere le tecniche e gli strumenti dell’orienteering. Percorrere in gruppo un tragitto con l’aiuto di una mappa nel minor tempo possibile.
COMPETENZA:Saper risolvere problemi; sviluppare la capacità di adattamento ai vari contesti possibili;collaborare con i compagni.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO E FORMATIVI:l'alunno deve essere in grado di orientarsi nell’ambiente naturale e/o artificiale anche attraverso ausili specifici (mappe, bussole), impara a conoscere l’ambiente circostante e a rispettarlo;sviluppa la capacità di osservazione e di percezione degli spazi;aumenta lo spirito di collaborazione e di condivisione così da mettere in atto comportamenti collaborativi che lo facciano partecipare in forma propositiva alle scelte della squadra per realizzare le giuste strategie di gioco.
ATTIVITA': L’Orienteering può definirsi una “materia interdisciplinare” a tutti gli effetti in quanto è caratterizzato da diversi collegamenti, come per esempio:Italiano, Scienze e Geografia: studio e descrizione degli ambienti,lettura e uso della bussola,utilizzo delle carte topografiche;Educazione all’immagine: studio e rappresentazione grafica delle mappe;Matematica: interpretazioni di simboli, misurazione degli angoli e delle distanze applicando equivalenze e usando scale diverse, studio delle coordinate. Si può dunque affermare che l’Orienteering è un’attività a tutto tondo ed una possibilità, per insegnanti e alunni, di approfondire certe tematiche e di tradurle in pratica, affinchè vengano interiorizzate meglio e in modo duraturo dagli alunni.
Per iniziare dedicheremo delle ore di lezione per lo studio dei concetti teorici:studio delle carte per orientarsi e loro uso;studio delle linee conduttrici;studio e uso della bussola;studio delle curve di livello.Dopodiché passeremo alla messa in pratica di tutte le nozioni precedenti.
Fase1.ATTIVITA' A SCUOLA:per un primo approccio partiremo da richieste da svolgere nella propria aula come ad esempio:creare la piantina dell'aula e poi indicare la propria postazione (banco e sedia),quella di un compagno a scelta,della cattedra,della porta e così via.Proseguiamo lavorando a coppie,un alunno legge la cartina e guida il compagno nella ricerca di un oggetto precedentemente nascosto,usando la terminologia appropriata.Si passa poi ad un ambiente:la scuola.Gli alunni,con il supporto dei colleghi di tecnologia e di matematica,riproducono il perimetro della scuola su carta utilizzando la scala che si considera più appropriata.Il compito degli alunni sarà quello di indicare su di essa le varie postazioni che l’insegnante ha precedentemente elencato nella richiesta.
Infine torniamo a lavorare in coppie e attribuire ad ognuno un colore, all’interno di una coppia un alunno ha il compito di leggere la mappa della scuola e guidare il proprio compagno nella ricerca degli adesivi del colore della propria squadra,precedentemente attaccati su alcuni oggetti/pareti/pavimenti all’interno della struttura; vince la squadra che per prima recupera tutti gli adesivi e li riporta al proprio compagno.Gli alunni vengono stimolati a pensare e a studiare percorsi brevi per raggiungere di volta in volta l’obiettivo.
(Continua con commento Seguente)
Fase 2. ATTIVITA' IN PALESTRA:creare,attraverso l'utilizzo di attrezzi a disposizione (piccoli o grandi),di percorsi di orienteering molto stimolanti per preparare i ragazzi all’attività all’esterno.Per esempio un quadro svedese può sostituire un percorso in pendenza, oppure una serie di panche messe in fila indiana possono prendere il posto di un tunnel,un percorso ad ostacoli ecc.Aumenteremo man mano il grado di difficoltà aggiungendo sempre più postazioni ed attrezzi.
EliminaFase 3. ATTIVITA' NEGLI SPAZI ESTERNI DELLA SCUOLA:ci ritroviamo nella fase di transizione in cui il lavoro pratico all’aria aperta,anche se in un luogo conosciuto,comporta mille possibilità in quanto esso viene deciso in base a cosa troviamo in giardino oppure nel cortile della scuola.Dividediamo la classe in gruppi da 4 persone ciascuno,i quali disegnano la cartina del luogo dove verrà espletato l’esercizio,tracciando un percorso nel quale viene indicato solo il primo posto dove può essere recuperata l’informazione per proseguire allo step successivo e man mano arrivare al punto finale dove verrà nascosto il proprio tesoro.Questa mappa viene poi scambiata con quella di un altro gruppo, vince chi per primo raggiunge il tesoro dell’altra squadra dovendo però passare per tutti gli step intermedi,poiché in ogni punto verrà ritrovata l’indicazione per quello successivo e così via.
Fase 4.USCITA SUL TERRITORIO:per consolidare l’utilizzo degli strumenti tipici dell’Orienteering organizziamo un’uscita didattica sul territorio fornendo una cartina ed una bussola a ciascun alunno. Precedentemente, in aula,ogni alunno ha tracciato un percorso per raggiungere un determinato luogo;sul posto verrà deciso quello che risulta essere il più attuabile da fare a piedi.Se ci si trova in città si procede per le vie e a ogni incrocio è opportuno fermarsi e chiedere alla propria classe di indicare le vie che intersecano quella che stanno percorrendo controllando che anche sulla cartina siano disposte nello stesso modo a destra e a sinistra.In una strada di campagna si può chiedere quali edifici si incontrano e di disegnarli sulla cartina utilizzando i segni cardinali.
Giunti al termine della progettazione,proponiamo lo studio dei segni convenzionali in quanto permettono di interpretare la cartina conoscendo in anticipo i vari punti indicati.Tutto ciò sarà messo in pratica sfruttando un’uscita didattica in un parco naturale dove gli alunni potranno cimentarsi con le proprie capacità,collaborando e studiando tattiche di gioco.In questa fase è importante conoscere i colori rappresentati in mappa di seguito essere riassunti:MARRONE:ciò che appartiene al terreno ( ad esempio curve di livello, buche, canalette asciutte, fossi);NERO:le costruzioni ed in generale le opere dell’uomo ma anche sassi e rocce;BLU:quello che appartiene all’acqua;VERDE:le tre tonalità di verde,che generalmente indichiamo come verde 1, 2 o 3( dal più chiaro al più scuro)indicano il grado di copertura della vegetazione e quindi la difficoltà o meno della corsa in questa zone;BIANCO:bosco pulito dove la corsa non è ostacolata;GIALLO:terreni aperti dove quindi la visibilità è buona;ROSSO:percorso di gara,la partenza è indicata con un triangolo, le lanterne con un cerchietto che ha il centro nel punto preciso in cui è stata posizionata,l’arrivo è indicato con un doppio cerchio.
La richiesta finale può quindi essere quella di percorrere nel minor tempo possibile un tragitto usando le varie nozioni acquisite e collaborando con i propri compagni nella realizzazione di questo obiettivo.Decideremo se espletare la richiesta in un luogo conosciuto o meno in base alle abilità espresse della classe,così da far vivere serenamente la richiesta a tutti.
VERIFICA,VALUTAZIONE E MONITORAGGIO:nel corso dell’attività si è passati progressivamente da proposte semplici(espletazione delle richieste in luoghi conosciuti, prima chiusi poi aperti), a complesse (esercizi in luoghi aperti sconosciuti e con imprevisti).Uno dei fattori che andrà a formare la valutazione sarà quindi la capacità di ogni alunno di adattarsi a situazioni man mano più complicate e non controllabili.Negli esercizi espletati a coppie e/o in gruppo sarà fondamentale il lavoro di squadra e il contributo di ciascun alunno nella riuscita della richiesta (che nell’ultima fase risulta essere il percorrere nel minor tempo possibile un tragitto prestabilito).L’alunno ha imparato a conoscere gli spazi e gli ambienti naturali e/o artificiali che lo circondano,ha imparato ad osservare e ha collaborato nella riuscita della richiesta ascoltando il gruppo ed eseguendo ciò che è stato deciso di fare (ACCETTABILITA');ha imparato a conoscere gli spazi e gli ambienti che lo circondano,artificiali o naturali, interiorizzando il pensiero del rispetto verso di essi,ha imparato ad osservare in modo acuto gli spazi e a riprodurli anche in modo mentale,nel lavoro finale ha collaborato con il gruppo per la buona riuscita della richiesta proponendo idee e strategie vincenti (ECCELLENZA).
Elimina-Per la completa visione dell'idea Progettuale ho deciso di inserire sia la seconda che la quarta attività in questa consegna.
Il lavoro mi sembra ben strutturato perché prevede varie fasi coerenti fra loro. Correttamente per una materia come l’Educazione fisica si presta attenzione all’attività motoria e al contatto con la natura e l’ambiente circostante. È importante che gli alunni si confrontino con attività diverse svolte in ambienti differenti. Credo sia molto giusto, nell’attività didattica, mettere gli alunni a confronto con le varie discipline e dare loro strumenti che, se adeguatamente utilizzati, possano garantire loro lo sviluppo ottimale delle competente, che sarebbe ottimale fossero spendibili trasversalmente.
EliminaCambiare lo scenario in cui si svolgono le attività può aiutare in questo senso e favorire la concentrazione ed evitare la noia e la monotonia, deleterie in contesti di apprendimento.
È giusto e importante dare spazio alla cooperazione grazie all’utilizzo di attività in gruppo o in coppia e far misurare gli alunni con la realtà, in queste attività il discente venga posto al centro dell’azione didattica, poiché gli si chiede di operare fattivamente per scoprire e mettere poi in atto quanto direttamente appreso.
Reputo molto corretto il passare, nel corso delle attività proposte, da proposte semplici a domande via via più a complesse, poiché è importante valutare la capacità di ogni alunno di adattarsi a situazioni man mano più complicate e non controllabili e porre l’attenzione sul lavoro a coppie e/o in gruppo sarà fondamentale il lavoro di squadra e il contributo di ciascun alunno nella riuscita della richiesta.
In ultima analisi ritengo il lavoro proposto dalla collega.
Ciao, ho scelto di commentare la tua attività per due motivi, uno perché condividiamo lo stesso pensiero legato alla tecnologia e quindi alla sedentarietà, essendo anche io un futuro professore di ed. fisica, e l’altro legato al fatto che il mondo dell’orienteering mi ha sempre affascinato, anche se non ho mai avuto modo di esplorarlo e successivamente trasmetterlo. Detto questo penso di essere comunque in grado di esprimere un giudizio in merito, proprio perchè penso che la tua idea progettuale presenta un’ottima struttura metodologica, nella quale sono spiegate in maniera dettagliata le fasi che bisogna affrontare, essendo tutte connesse da un filo logico. Il fatto poi che l’orienteering sia anche un’attività interdisciplinare, rafforza ancor di più la mia scelta e ho trovato davvero utile la modalità di portare l’alunno a specializzarsi e a confrontarsi in ambienti diversi , rendendo l’attività sempre interessante e affascinante, per di più lavorando in gruppo e stimolando la cooperazione. Bene anche la parte relativa alla verifica e alla valutazione, che si collega sulla difficoltà che l’alunno può trovare nel cambiare contesto.
EliminaIn conclusione reputo positiva l'attività svolta.
Tra le varie idee progettuali che ho letto ho deciso di commentare questa perché l’ho trovata più entusiasmante di altre dal punto di vista della scelta dell’argomento.
EliminaIn un periodo in cui i ragazzi ricevono sempre più stimoli dal mondo digitale e si immedesimano sempre più in un mondo virtuale, credo sia di fondamentale importanza la pratica di questo tipo di attività che favorisce l’esplorazione e il contatto con la natura attraverso ambienti e situazioni mutevoli e reali.
L’orienteering stimola e motiva i ragazzi suscitando in loro interesse in quanto permette di conoscere i propri limiti e di impegnarsi per trovare soluzioni efficaci, e insegna a gestire al meglio il tempo e l’energia a disposizione.
La strutturazione del progetto mi sembra molto valida in quanto c’è un passaggio graduale dal semplice al complesso. Presenta una descrizione dettagliata dei contenuti e delle attività, e permette di approfondire e fissare meglio gli argomenti trattati grazie ai collegamenti con altre materie.
UNITÀ DI APPRENDIMENTO A CURA DI ANGELA BARLETTA
RispondiEliminaI MIGRANTI
Le motivazioni
Da anni ormai l'Italia è terra d'immigrazione, soprattutto il Nord del nostro paese è meta dei flussi migratori, ma non solo, infatti anche nella regione Molise sono presenti numerose comunità di migranti. Mentre i fenomeni di emigrazione non sono ancora cessati, il Molise incomincia ad essere interessato anche da processi di immigrazione, il fenomeno immigratorio risulta di recente avvento, anche se in continua ascesa. Esso comincia ad avere una certa consistenza a partire dagli anni novanta del secolo appena passato, accrescendosi sempre più anno dopo anno. Va altresì ricordato che in territorio molisano sono presenti alcune comunità provenienti da Paesi esteri inserite nel tessuto sociale locale da secoli, e quindi ben prima delle recenti ondate migratorie.
È necessario che i ragazzi riflettano e si abituino a stabilire corretti rapporti interpersonali e formare una mentalità aperta all'accoglienza, pertanto si svolgerà un lavoro di ricerca che ha come scopo principale la conoscenza dei problemi degli immigrati.
Nella prima fase del lavoro, si esaminerà il periodo in cui l'Italia era terra d'emigrazione
Il fenomeno dell’emigrazione coinvolse, in particolare alla fine del ‘800 e nella prima metà del ‘900, milioni di italiani che abbandonarono la loro patria a causa della mancanza di lavoro o semplicemente perché desideravano una vita migliore, furono in molti ad abbandonare l’Italia e le proprie famiglie per imbarcarsi sulle rotte oceaniche o per varcare la frontiera dei paesi nordeuropei. Tale fenomeno coinvolse anche il territorio molisano. Si ritiene di fondamentale importanza che i ragazzi approfondiscano il fenomeno dell’emigrazione per un recupero del passato e un raffronto con la situazione presente di tanti extracomunitari.
Si esamineranno i fenomeni migratori che si sono verificati negli ultimi dieci anni e che hanno visto l’Italia diventare meta di immigrati, spinti dalle stesse motivazioni che avevano indotto i nostri compatrioti ad abbandonarla nel secolo scorso.
Si analizzeranno infine le violazioni ai diritti degli immigrati, portando i ragazzi a riflettere sul fatto che i loro nonni sono stati vittime delle stesse ingiustizie in terra straniera.
DESTINATARI
Alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado.
Prerequisiti:
• Conoscenza dei concetti di popolazione, densità e distribuzione;
• Conoscenza delle risorse economiche dei vari Paesi del mondo;
• Conoscenza dei concetti di emigrazione ed immigrazione.
• conoscenza di fondamentali momenti della storia d'Italia e del Molise
OBIETTIVI FORMATIVI
• analisi in termini di spazio delle interrelazioni tra fatti e fenomeni demografici, sociali ed economici di portata nazionale, europea e mondiale;
• osservazione e analisi dei sistemi territoriali vicini e lontani, nello spazio e nel tempo e valutazione degli effetti delle azioni dell’uomo sui sistemi territoriali;
• riflessione sui cambiamenti culturali ed economici;
• promozione di un atteggiamento aperto alla solidarietà e all’accoglienza;
• formazione di cittadini responsabili che condividono i valori universali di uguaglianza e cooperazione;
• conoscenza della realtà delle migrazioni nei suoi aspetti sociali, storici, giuridici, culturali.
ITINERARIO METODOLOGICO
RispondiEliminaLa prima lezione sarà esplorativa, si effettuerà un’attività di brainstorming mostrando agli alunni un’immagine raffigurante una famiglia di emigranti del Sud in partenza per una città del Nord Italia nell’anno 1958 e si solleciteranno gli alunni a raccontare ciò che secondo loro l’immagine rappresenta.
Al termine della discussione e della raccolta dei dati emersi dalla partecipazione degli alunni si leggerà la poesia di Gianni Rodari dal titolo “ Il treno degli emigranti” senza però esplicitare loro il titolo, si potrebbe anche fornire loro la poesia in fotocopia, sempre privata del titolo.
Non è grossa, non è pesante
la valigia dell’emigrante…
C’è un po’ di terra del mio villaggio,
per non restar solo in viaggio…
un vestito, un pane, un frutto
e questo è tutto.
Ma il cuore no, non l’ho portato:
nella valigia non c’è entrato.
Troppa pena aveva a partire,
oltre il mare non vuole venire.
Lui resta, fedele come un cane,
nella terra che non mi dà pane:
un piccolo campo, proprio lassù…
Ma il treno corre: non si vede più.
Trattandosi di ragazzi che frequentano la classe terza avranno sicuramente già incontrato i termini “immigrazione” ed “emigrazione”, in caso contrario sarà premura del docente chiarire i concetti coinvolgendo gli alunni che appaiono più ferrati.
La seconda sarà una lezione frontale in cui si affronteranno in maniera dettagliata le problematiche che hanno spinto, a partire dal 1800, una larga fetta della popolazione italiana ad abbandonare la propria Nazione per trovare miglior fortuna in altri luoghi; ci si soffermerà in particolar modo sulle emigrazioni nel Nord America e su quelle interne che hanno interessato il nostro Paese nel secondo dopoguerra, quando molte persone dal Sud andarono a cercare lavoro nel Nord Italia e si individueranno le cause di tali fenomeni.
Si chiederà ai ragazzi di portare in classe (per il terso incontro) foto dei loro familiari emigrati (se ne hanno) e di conservare e poi portare ritagli di articoli di giornale riguardanti i numerosissimi sbarchi di profughi sulle coste italiane. Le foto e gli articoli serviranno da spunto, durante la terza lezione, per intavolare una discussione e chiarire alla classe la differenza che intercorre tra il termine “migrante” e “profugo”.
Nella quarta lezione si forniranno dati statistici:
Materiali forniti dall’Amministrazione Comunale
Pubblicazioni di Enti vari
Si utilizzeranno schemi-guida, tabelle di confronto di elementi ambientali ed umani, questionari
Confronto di immagini, carte tematiche
Testi di storia
Testi di geografia
Letture antologiche
Passi di testi vari
Articoli di giornale
Materiali forniti dall’Amministrazione Comunale
Pubblicazioni di Enti vari
A conclusione del percorso si effettuerà una lezione sul campo nel centro territoriale di Campobasso oppure portando i ragazzi a visitare il Museo delle Migrazioni, realizzato l’associazione Popoli migranti per mantenere viva la storia e la memoria dei cari all’estero e farla conoscere alle nuove generazioni per aiutarli a visualizzare e prendere contatto con ciò che significa “emigrazione”.
COMPETENZE
• saper scoprire identità e differenze e saper effettuare confronti;
• scoprire l'esistenza di bisogni materiali e non che determinano modi di agire e di pensare;
• saper ipotizzare eventi e conseguenze;
• saper utilizzare gli stimoli culturali e le situazioni educative per fissare e ampliare conoscenze;
• saper capire il significato di testi e documenti diversi, per trarne informazioni su contesti storici e culturali;
• saper rispondere alle sollecitazioni per apprendere e rielaborare le conoscenze acquisite;
• ricostruire il fenomeno delle migrazioni attraverso libri di testo, materiale d'informazione e testimonianze;
• saper individuare bisogni e problemi comuni a più culture nei diversi momenti storici;
• individuare analogie e differenze nel modo di soddisfare questi bisogni e rispondere ai problemi;
• saper ascoltare e interagire all'interno di un gruppo di lavoro;
• sapersi misurare con altri punti di vista.
CRITERI E GRIGLIA DI VALUTAZIONE
RispondiEliminaConoscere e utilizzare il linguaggio della geografia:
NON SUFFICIENTE: Conosce in modo frammentario il linguaggio della geografia e lo utilizza in maniera imprecisa;
SUFFICIENTE: Conosce e utilizza in modo sufficiente il linguaggio della geografia;
BUONO: Conosce bene e utilizza in modo appropriato il linguaggio della geografia.
Ricostruire il fenomeno delle migrazioni:
NON SUFFICIENTE: Ricostruisce il fenomeno descritto in modo frammentario;
SUFFICIENTE: Ricostruisce in modo sufficiente il fenomeno descritto;
BUONO: Ricostruisce correttamente il fenomeno descritto.
Individuare bisogni e problemi comuni a più culture nei diversi momenti storici:
NON SUFFICIENTE: Individua in modo insufficiente e frammentario bisogni e problemi comuni a più culture nei diversi momenti storici;
SUFFICIENTE: Individua in modo sufficiente bisogni e problemi comuni a più culture nei diversi momenti storici;
BUONO: Individua in modo esauriente bisogni e problemi comuni a più culture nei diversi momenti storici.
PROVE DI VERIFICA
• Questionario a risposta aperta;
• Carta muta sulla quale rappresentare i flussi migratori studiati;
• Grafico con i dati relativi all’emigrazione italiana;
• Relazione di un giovane italiano che negli anni del Secondo Dopoguerra ha deciso di abbandonare il Sud Italia per cercare lavoro al Nord;
• Lettera di un giovane marocchino alla propria fidanzata per dirle addio prima di lasciare il suo Paese per raggiungere l’Italia.
SPAZI
Aule scolastiche e casa dei singoli alunni.
TEMPI
4 lezioni di un’ora, una lezione sul campo più del tempo a casa per rielaborare quanto appreso in classe e predisporre un elaborato.
STRUMENTI
LIM, Carte geografiche, tabelle, sussidi audiovisivi, atlante geografico, libro di testo, riviste geografiche, altri testi idonei.
Ho scelto di commentare la tua unità di apprendimento perché, pur trattando una materia differente da quella della mia classe di concorso, ho trovato il lavoro molto interessante nonché ben strutturato. La geografia ha sempre suscitato in me un certo interesse, soprattutto se tratta tematiche ben sovrapponibili con l’attualità. Ritengo importante che a scuola si affrontino argomenti così ricorrenti, in modo da coinvolgere gli alunni e, magari, spingerli a leggere giornali, guardare tg affinché si tengano sufficientemente aggiornati su ciò che gli accade attorno. Inoltre, mi ha colpito la particolare attenzione che l’unità pone all’azione degli alunni, in quanto, essendo costantemente motivati, diventano parte attiva della didattica. Ho apprezzato tanto il fatto di utilizzare un’immagine e una poesia per il brainstorming, così da coniugare strumenti di differenti discipline. Ho trovato interessante la lezione sul campo, perché mi sembra di fondamentale importanza per aiutare gli alunni a fissare ciò che hanno appreso in classe e fare esperienza diretta del fenomeno illustrato dall’insegnante.
EliminaDopo un rapido sguardo a diversi commenti, avevo scelto, probabilmente per semplice “deformazione professionale” di commentare un’attività relativa alla mia classe di concorso, poi però sono stata attratta da questo lavoro per la sorprendente attualità che lo caratterizza. Siamo infatti quotidianamente bombardati da notizie di barconi di immigrati che, diretti verso le nostre coste, non sempre riescono a raggiungerle.
EliminaIn particolare, in questa attività didattica, trovo molto interessante il confronto fra l’Italia di ieri terra d’emigranti, e l’Italia di oggi meta di immigrati. Proprio per questo ritengo che, un punto di forza di questa UdA, sia l’analisi delle violazioni dei diritti degli immigrati, con conseguente riflessione sul fatto che i nostri nonni sono stati vittime delle stesse ingiustizie in terra straniera. Risulta oltre tutto importante far comprendere ai ragazzi l’importanza e la difficoltà della gestione del fenomeno immigratorio, non solo da un punto di vista pratico, ma anche legale. Inoltre, nel contesto scolastico odierno, caratterizzato sempre di più dall’eterogeneità delle classi (studenti stranieri o extracomunitari), discussioni su temi di questo tipo sono utili per far comprendere agli alunni quanto ciò possa rappresentare per loro un arricchimento sociale dal momento che hanno modo di confrontarsi con realtà e culture diverse da cui trarre importanti insegnamenti di vita.
L’UdA, inoltre, risulta ben strutturata anche da un punto di vista didattico. Bella l’idea della lezione in stile brainstorming a partire da un’immagine raffigurante una famiglia di emigranti in partenza. Tale attività spinge infatti l’alunno ad un osservazione più attenta del contesto rappresentato e ad una propria interpretazione personale spingendolo a riflettere in modo critico e autonomo.
Meravigliosa poi la poesia di Rodari, tanto nostalgica quanto piena di speranze. Funzionale la lezione conclusiva sul campo nel centro territoriale di Campobasso. Fondamentale non solo per spezzare la routine della lezione in classe e favorire un maggior coinvolgimento degli alunni, ma soprattutto per contestualizzare maggiormente i fenomeni emigratori nell’ambito del proprio territorio provinciale/regionale.
Adeguati inoltre obiettivi formativi e competenze, in linea con il tema trattato e oggettivamente possibili da raggiungere.
Ben strutturata risulta essere infine la valutazione, tuttavia per una maggiore elasticità e attendibilità valutativa avrei aggiunto anche il punteggio OTTIMO per differenziare quei ragazzi che hanno eventualmente dimostrato maggiore curiosità e una più attiva partecipazione.
Salve a tutti!
RispondiEliminaDi seguito propongo una mia unità di apprendimento riguardante l'argomento della sezione aurea per la classe di concorso A033.
Unità Di Apprendimento: La sezione aurea: divina proporzione
Classe: classe terza della scuola secondaria di primo grado
Durata: 20 ore
Discipline coinvolte: tecnologia, matematica, scienze, arte e immagine, musica
Finalità educative:
1. maggiore coinvolgimento dello studente nel processo di insegnamento-apprendimento
2. migliorare l’attitudine al metodo logico-deduttivo proprio della geometria sintetica, attraverso un’attività di ricerca
3. potenziare la comunicazione dei risultati con attività multimediali condivise sulla rete.
Obiettivi di apprendimento:
1. Comprendere l’importanza di usare una lettura scientifica nell’indagine del mondo che ci circonda.
2. Saper descrivere situazioni reali attraverso modelli matematici e costruzioni grafiche.
3. Saper descrivere un oggetto attraverso linguaggi disciplinari diversi.
4. Saper individuare e quantificare regole di organizzazione di strutture geometriche e di strutture viventi.
5. Riconoscere proporzioni geometriche particolari nell’arte e nella natura.
6. Saper costruire figure rispettando regole assegnate.
7. Saper rappresentare “regole” presenti in natura o in opere costruite dall’uomo.
8. Saper verificare proprietà di figure geometriche per via sintetica all’interno di un ambiente informatico e multimediale.
9. Saper usare strumenti multimediali per rappresentare risultati di una ricerca
Metodologia:
1. Lezione frontale euristica con l’uso integrato LIM
2. Lavoro di gruppo.
3. Discussione sui materiali multimediali prodotti.
4. Esercitazioni guidate.
Prerequisiti tecnici:
1. Saper approssimare numeri reali
2. Saper utilizzare la calcolatrice per eseguire le operazioni con i numeri decimali
3. Conoscere la terminologia specifica
4. Saper eseguire costruzioni con riga e compasso ( punto medio, perpendicolare ad una retta, quadrato)
5. Proporzioni
6. Teorema di Pitagora
7. Circonferenza
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RispondiEliminaContenuti:
RispondiElimina1. Visione del filmato “Paperino nel mondo della Matemagica”
2. Calcolo del rapporto delle dimensioni dei rettangoli e scoperta del numero φ
3. Costruzione del rettangolo aureo
4. Sezione aurea di un segmento
5. Pentagono, decagono e triangolo
6. Il numero d’oro nell’architettura e nella pittura
7. La natura e la sezione aurea
8. La sezione aurea nella musica
Strumenti utilizzati:
1. DVD-Video: Paperino e la matemagica ( Walt Disney) tempo 35’
2. fotocopie, immagini raccolte da internet; brani tratti da libri di testo e riviste
3. laboratorio d’informatica, libro di testo, prodotti multimediali.
4. Lavagna interattiva
Valutazione:
Riflessione collettiva e individuale sugli argomenti trattati e considerazioni di gruppo e individuali sulle acquisizioni intervenute
Al termine di ogni modulo didattico, si prevedono verifiche scritte e/o grafiche delle conoscenze acquisite, autovalutazione e valutazione del lavoro svolto, degli apprendimenti intercorsi e delle competenze raggiunte.
Ogni alunno sarà invitato anche ad autovalutarsi ed eventualmente a ritornare sullo stesso argomento, se non ancora da lui interiorizzato, oppure ad ampliare le proprie conoscenze, usufruendo ciascuno di un insegnamento personalizzato.
La verifica finale comprenderà domande a risposta aperta inerenti tutti gli argomenti trattati .
Per la valutazione periodica e finale si terrà conto, inoltre, dei livelli raggiunti in base alla situazione di partenza e della disponibilità all’approfondimento.
Griglia di valutazione:
Voto 1
Impegno e partecipazione = Assenti
Possesso conoscenze = Assente
Elaborazione conoscenze (comprensione, applicazione, analisi, sintesi) = Assente
Rielaborazione delle conoscenze = Assente
Abilità linguistico – espressiva = Assente
Voto 2 – 3
Impegno e partecipazione = Assenti
Possesso conoscenze = Le conoscenze sono del tutto prive di significato
Elaborazione conoscenze (comprensione, applicazione, analisi, sintesi) = Non comprende e non sa analizzare in alcun modo
Rielaborazione delle conoscenze = Non sa rielaborare in modo produttivo
Abilità linguistico – espressiva = E’ così difficoltosa da ostacolare in modo grave la comunicazione
Voto 4
RispondiEliminaImpegno e partecipazione = Scarsi
Possesso conoscenze = Ha conoscenze frammentarie e assai superficiali
Elaborazione conoscenze (comprensione, applicazione, analisi, sintesi) = Comprende parzialmente, non attiva analisi corrette, non delinea collegamenti precisi e applica conoscenze commettendo diffusi e gravi errori
Rielaborazione delle conoscenze = Rielabora in modo assai confuso
Abilità linguistico – espressiva = Si esprime in modo confuso e inadeguato
Voto 5
Impegno e partecipazione = Discontinui
Possesso conoscenze = Conosce in modo sommario e impreciso
Elaborazione conoscenze (comprensione, applicazione, analisi, sintesi) = Comprende parzialmente e commette errori non gravi nell’analisi e nei collegamenti
Rielaborazione delle conoscenze = Procede a stento nella rielaborazione, anche se guidato
Abilità linguistico – espressiva = Commette errori non gravi, ma sistematici
Voto 6
Impegno e partecipazione = Regolari
Possesso conoscenze = Conosce le informazioni fondamentali
Elaborazione conoscenze (comprensione, applicazione, analisi, sintesi) = Comprende il significato complessivo, analizza non sempre in modo completo e delinea collegamenti appropriati solo se guidato
Rielaborazione delle conoscenze = E’ impreciso nella rielaborazione ed espone in maniera elementare, ma sufficientemente chiara
Abilità linguistico – espressiva = Si esprime con sufficiente chiarezza, pur commettendo qualche errore non grave e non sistematico
Voto 7
Impegno e partecipazione = Impegno discreto e partecipazione attiva
Possesso conoscenze = Possiede conoscenze omogenee anche se non approfondite
Elaborazione conoscenze (comprensione, applicazione, analisi, sintesi) = Comprende, analizza e delinea collegamenti pur con qualche imprecisione
Rielaborazione delle conoscenze = Rielabora in modo non originale
Abilità linguistico – espressiva = Si esprime con chiarezza e correttezza discrete
Voto 8
Impegno e partecipazione = Costanti e collaborativi
Possesso conoscenze = Possiede conoscenze articolate e approfondite
Elaborazione conoscenze (comprensione, applicazione, analisi, sintesi) = Comprende, analizza e delinea collegamenti in modo sicuro
Rielaborazione delle conoscenze = Rielabora in modo personale
Abilità linguistico – espressiva = Si esprime con buona padronanza dei codici
Voto 9 – 10
Impegno e partecipazione = Assidui e propositivi
Possesso conoscenze = Possiede conoscenze complete e approfondite
Elaborazione conoscenze (comprensione, applicazione, analisi, sintesi) = Analizza con precisione e delinea collegamenti con sicurezza ed autonomia
Rielaborazione delle conoscenze = Rielabora con originalità
Abilità linguistico – espressiva = Padroneggia pienamente i codici espressivi
PRESENTAZIONE DEL LAVORO
RispondiEliminaL’argomento viene collocato nella progettazione didattica della terza classe della scuola secondaria di primo grado all’interno di una unità di apprendimento che coinvolge, oltre alla tecnologia, anche altre discipline (matematica, scienze, arte e immagine, musica).
Il lavoro è strutturato in due parti: la prima riguarda tecnologia, con richiami di matematica, in cui si definisce e si presentano le proprietà geometriche e algebriche della sezione aurea. La seconda parte, invece, vede la collaborazione di altre discipline. L’argomento viene introdotto con un filmato della Walt Disney “Paperino nel mondo della Matemagica” grazie al quale gli alunni avranno un’anticipazione dell’argomento che si andrà a trattare.
L’intento non è quello di dettare un modello rigido di percorso, ma quello di portare un esempio di come congiungere discipline diverse al fine di svolgere un’analisi personalizzata con gli studenti, analisi in cui i ragazzi possono sentirsi coinvolti non solo nella ricerca ma anche nell’elaborazione delle informazioni reperite.
Si propone di affascinare e interessare i ragazzi mostrando come le proporzioni ed i teoremi affrontati si ricolleghino ad un tema che ha una forte interdisciplinarità: la sezione aurea. Si calcola insieme il rapporto aureo e si analizza come sia possibile costruire, attraverso una costruzione geometrica, la sezione aurea di un segmento dato ed anche costruire il segmento del quale quello dato è la sezione aurea. In questo modo i ragazzi possono applicare le conoscenze acquisite nel campo della similitudine e delle proporzioni. Si dimostra, sfruttando le proprietà della proporzioni, che ogni segmento è sezione aurea di quello che si ottiene se gli si somma la sua sezione aurea. È come se la sezione aurea si autorigenerasse per sottrazione o addizione, è anche questo aspetto che le fornisce “qualcosa di magico”. Viene introdotto il rettangolo aureo con le sue proprietà. Si affronta un’analisi storica e si sottolinea come già nell’antichità si siano trovati esempi dell’utilizzo del rapporto aureo. Anche i Greci ne fecero ampio uso, il simbolo Φ è stato dato al rapporto aureo in onore di Fidia, progettista del Partenone di Atene nel quale si ritrovano molti rettangoli aurei. Nel rinascimento il rapporto aureo divenne un canone di bellezza e di armonia. Si fanno esempi in natura in cui si ritrova il rapporto aureo e in musica spiegando che anche oggi è sfruttato, ad esempio, in arredamenti, nella costruzione di tessere telefoniche, carte di credito; si invitano i ragazzi a misurare le dimensioni delle loro tessere sanitarie e verificare che il loro rapporto è molto vicino al rapporto aureo. Si approfitta della rete tra i computer in laboratorio per mostrare diversi esempi nei quali si è ritrovata la presenza del rapporto aureo nell’antichità, in natura, in arte.
Ho deciso di commentare questa attività perché inerente la mia classe di concorso e perché il tema scelto a mio avviso è molto interessante (sarà forse anche per deformazione professionale?!!) in quanto rapporti aurei sono stati trovati dappertutto, anche in natura, come per esempio nella struttura delle conchiglie e delle foglie. Tale aspetto è stato ben definito creando un uda pluridisciplinare, coinvolgendo oltre tecnologia anche altre discipline: matematica, scienze, arte e immagine, musica.
EliminaIl progetto dell’uda è completo in tutte le parti, dagli obiettivi alla griglia di valutazione, e presenta una struttura organizzata e chiara.
Ottima la scelta metodologica della lezione frontale eucaristica perché permette la cooperazione tra insegnante e studente: quest’ultimo infatti prende parte alla formulazione dei contenuti e dei problemi che l’insegnante solleva e, in aggiunta, come esplicitato nell’uda, viene invitato anche ad autovalutarsi ed eventualmente a ritornare sullo stesso argomento.
Tra gli aspetti più interessanti considero la visione del filmato “Paperino nel mondo della Matemagica” perché l’utilizzo dell’audiovisivo in ambito didattico favorisce l’esperienza plurisensoriale di immagini, voci, suoni e musiche, e costituisce, a mio avviso, un ottimo punto di partenza e di anticipazione dell’argomento da trattare.
Aggiungerei ma solo come ulteriore approfondimento l’utilizzo della sezione aurea nel campo del design, della fotografia e del web design; a tal proposito ti suggerisco di visionare il seguente link:
http://www.grafigata.com/2015/01/guida-sezione-aurea/#
Michela Sanzone A033
Ho scelto di commentare la tua attività in quanto ritengo fondamentale la multidisciplinarietà che stesso tu hai messo in evidenza. Quando il percorso didattico che si affronta ha questo carattere diventa organico e motivato da più punti di vista e l'allievo riesce individualmente e spontaneamente a creare le connessioni. Non sempre si riesce a realizzare un'idea progettuale con simili caratteristiche già insite nell'argomento singolo.
EliminaMagica è la scoperta di rapporti tra forme che nascono con una semplice rotazione o spostamento: è una scoperta continua che mediante la “scoperta guidata” si rafforza e si salda. E la scoperta diventa più entusiasmante con l'anticipazione: con essa si dà vita ad una discussione da cui si riescono a capire anche le preconoscenze degli alunni che si potranno di seguito ampliare.
Personalmente avrei utilizzato anche la lezione narrativa in modo da coinvolgere anche emozioni, percezioni e sensazioni che ben si legano ad ambiti disciplinari quali musica e arte all'interno della multidisciplinarietà evidenziata. Filomena Autore A033
SECONDA ATTIVITA’: PARTE PRIMA (Rossi Miriam A060)
RispondiEliminaPresentazione di un lezione sulla cellula vegetale.
Introduzione: pur non avendo ancora avuto esperienza nel campo dell’ insegnamento, mi piacerebbe presentare ai miei futuri alunni una lezione di biologia utilizzando le metodologie didattiche e gli strumenti che qui di seguito illustrerò. Ho scelto questo argomento, la cellula vegetale, perché questo rappresenta uno degli argomenti della biologia di base che viene affrontato in tutte le scuole secondarie di secondo grado. Un valido ausilio alla didattica delle scienze sono le attività svolte in laboratorio. Anche piccole e semplici esercitazioni permettono ai ragazzi di apprendere praticamente i concetti esposti in classe durante le lezioni frontali.
1. DESTINATARI
Alunni del primo anno della scuola secondaria di secondo grado.
2. OBIETTIVI
2.1. Conoscenza:
• Apprendere le caratteristiche e le strutture principali della cellula vegetale;
• Definire le componenti strutturali che differenziano la cellula vegetale da quella animale;
• Apprendere la morfologia e la funzione delle tre componenti principali della cellula vegetale (vacuolo, parete cellulare e plastidi);
2.1. Abilità:
• Riconoscere e distinguere una cellula animale da una cellula vegetale;
• Riconoscere e distinguere una cellula procariote da una cellula eucariote;
• Riconoscere una cellula vegetale al microscopio ottico;
2.2 Traguardi
• Utilizzare il linguaggio scientifico;
• Acquisire dimestichezza sui concetti portanti della biologia;
• Riconoscere e denominare i principali organuli delle cellule vegetali, delineandone le funzioni;
• Spiegare la struttura e le funzioni delle tipologie di cellule descritte a lezione;
3. CONTENUTI
• La cellula vegetale;
• Il sistema plastidiale (strutture e funzioni);
• Il vacuolo (struttura e funzioni);
• La parete cellulare (strutture e funzioni);
4. PREREQUISITI
1. Conoscere l’ importanza della cellula come unità fondamentale per la vita;
2. Conoscere le caratteristiche di una cellula procariote;
3. Conoscere le caratteristiche di una cellula eucariote;
4. Conoscere le strutture e le funzioni dei principali organuli cellulari;
5. Conoscere le principali differenze tra una cellula eucariore e una cellula procariote;
6. Conoscere le principali caratteristiche di una cellula vegetale;
SECONDA ATTIVITA’: PARTE SECONDA (Rossi Miriam A060)
RispondiElimina5. TEMPI
Orientativamente l’argomento verrà trattato all’ inizio del secondo quadrimestre. I tempi previsti per lo svolgimento dell’argomento e delle prove di verifica, atte a valutare il raggiungimento degli obiettivi, sono pari a 6 ore di lezione, cosi ripartite:
1. verifica dei prerequisiti: 1 ora
2. lezione frontale interattiva: 1 ore
3. attività di esercitazioni: 1 ore
4. attività di laboratorio: 1 ora
5. verifica finale: 1 ora
6. eventuale recupero: 1 ora
6. METODOLOGIA E STRATEGIE DIDATTICHE
La lezione frontale, della durata di un’ ora, verrà utilizzate per presentare e riepilogare gli argomenti trattati. Mediante l’ uso della LIM, verranno proiettate in classe immagini che permettono di visualizzare le principali strutture delle cellule vegetali e che permettono di sottolineare le differenze tre cellule animali e vegetali. Inoltre per motivare e coinvolgere gli alunni, alla lavagna verranno proposte delle piccole esercitazioni guidate. Al fine di tenere sempre alta l’attenzione degli alunni, verranno proposti dei piccoli test o dei semplici esercizi alla LIM. Dopo la lezione frontale e le esercitazioni alla LIM, verrà proposta una attività di laboratorio che consentirà ai ragazzi l’ osservazione di tessuti vegetali al microscopio ottico. Questo permetterà ai ragazzi di visualizzare le cellule all’ interno dei tessuti.
7. STRUMENTI
LIM, libro di testo, microscopio ottico, immagini sulla cellula vegetale da proiettare alla LIM ed immagini ad alto ingrandimento di tessuti vegetali da proporre agli alunni prima dell’ esercitazione di laboratorio.
Rossi Miriam (A060)
Dopo aver letto alcune presentazioni, ho scelto di commentare questa perché essa, affrontando un argomento scientifico (quindi più vicino alla mia formazione), si rivela di più facile lettura e quindi, a mio giudizio, anche il commento che mi accingo a scrivere viene stilato in modo più naturale.
EliminaLa lezione presentata mi ha colpito per la struttura dettagliata e soprattutto per i tempi ben impostati e scanditi. Ho notato che la lezione frontale, le attività laboratoriali e le esercitazioni, ad esempio, hanno tutte un tempo prestabilito e tale ottimizzazione delle ore, per me, indica una buona organizzazione del lavoro.
Inoltre, sono previste esercitazioni in laboratorio e test volti a mantenere alta l’attenzione degli studenti. Questo, a mio giudizio, è un punto di forza in quanto si dà all’allievo l’opportunità di vedere in concreto ciò che si è appreso teoricamente e permette, allo stesso, di analizzare, di fare il punto della situazione e di riflettere, attraverso la sperimentazione e il confronto con gli altri compagni, sui processi appresi.
L’unico punto di debolezza, secondo il mio parere, è la distribuzione del tempo dedicato alla lezione frontale, limitata ad un’ora soltanto, e quello dedicato alla verifica dei prerequisiti. Personalmente avrei lasciato più spazio alla lezione frontale, visto l’argomento trattato.
Mariaconcetta Pietrunti A059
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EliminaHo scelto tra le varie attività di commentare la tua perché è quella che si avvicina maggiormente al mio percorso di studi. Avendo avuto un’esperienza pratica in laboratorio mi sono resa conto di quanto sia importante tale esperienza per cui concordo pienamente con quanto hai scritto perché anch’io ritengo che alla lezione teorica una pratica in quanto permette agli studenti di memorizzare e approfondire più facilmente ciò che è stato appreso durante la lezione espositiva.In particolare,il microscopio attira moltissimo i discenti .Personalmente ho sperimentato anch’ io una lezione laboratoriale di biologia e l’analisi dei che i vetrini al microscopio li ha colpiti particolarmente .Infine,ritengo che anche i test siano fondamentali per valutare quanto appreso a lezione. L’unico punto di debolezza è il tempo legato all’attività laboratoriale che io avrei distribuito in maniera differente aggiungendo qualche ora in più .
EliminaLuana Caramelli A057
Quarta Attività : (Rossi Miriam A060)
RispondiEliminaDi seguito riporto la dimensione valutativa relativa alla lezione di biologia sulla cellula vegetale proposta per la seconda attività.
Tipologia di prove
Verifica dei prerequisiti
• Test a risposta chiusa di tipo V/F
• Test a risposta multipla
• Quesiti a completamento
• Prove semi strutturate (Test a risposta chiusa di tipo V/F + Test a risposta multipla + Quesiti a completamento).
• Brevi verifiche orali;
Verifiche formative
• Test a risposta chiusa
• Test a completamento
• Brevi verifiche orali
• Prove semi strutturate (Test a risposta chiusa di tipo V/F + Test a risposta multipla + Quesiti a completamento)
Verifiche sommative
• Prove a risposta aperta
• Verifica orale
• Prove semi strutturate (Test a risposta chiusa di tipo V/F + Test a risposta multipla + Quesiti a completamento)
Criteri di valutazione
Verifiche scritte
Per la verifica sommativa dell’unità si attribuirà un punteggio per ogni esercizio, in base alla difficoltà. Gli esercizi proposti saranno di diversa difficoltà in modo da permettere a tutti di raggiungere la sufficienza. I voti più alti saranno attribuiti a compiti che presentino la totalità delle risposte e degli esercizi corretti e la cui stesura sia chiara e ordinata. Alle risposte date in maniera incompleta verrà dato mezzo punto.
Verifiche orale
I criteri di valutazione delle prove orali saranno:
• capacità espositiva;
• conoscenza degli elementi della disciplina;
• comprensione e uso di linguaggi specifici;
Per la valutazione orale si seguirà il seguenti schema:
• gravemente insufficiente (2-4): quando si evidenziano gravi errori e mancata comprensione dei concetti fondamentali.
• insufficiente (5): quando è presente una certa insicurezza nello svolgimento degli esercizi e nell'esposizione orale.
• sufficiente (6): quando sono stati compresi i concetti essenziali.
• discreto (7): l'alunno dimostra di avere raggiunto una conoscenza sicura degli argomenti, con eventuali imprecisioni non essenziali; sa elaborare gli argomenti con un linguaggio pertinente.
• buono/ottimo (8-10): l'esposizione risulta chiara e precisa, con l'uso adeguato e pertinente del linguaggio scientifico e contemporaneamente emerge la capacità di effettuare collegamenti tra i vari argomenti sviluppati.
Antonella Di Matteo A058
RispondiEliminaPresentazione di un’attività d’insegnamento già realizzata durante una lezione di Cerealicoltura
Lezione o Unità didattica: I cereali: caratteristiche colturali, problematiche e prospettive
I cereali sono tra le coltivazioni più diffuse a livello mondiale poiché, per necessità e tradizione, si pongono alla base della filiera alimentare, sia umana sia animale. Solo una minima parte dei cereali viene consumata allo stato di prodotto raccolto; la maggior parte è consumata e commercializzata ai vari stadi della trasformazione, andando a interessare diverse filiere. In relazione agli impieghi alimentari possono essere ricordate le filiere più conosciute, come quelle legate alla produzione di grani, granelle, trinciati, fiocchi,farine e semole - utilizzati sia nelle preparazioni dei prodotti a uso umano (circa il 70% della produzione mondiale di frumento) sia in quelle dei mangimi destinati all’alimentazione animale (a livello mondiale, comprese le sementi, si tratta del 70% del mais prodotto, 80% in UE e USA) - ma anche quelle degli oli alimentari, degli amidi, dei dolcificanti e degli alcolici.
L’apprendimento degli studenti è stato stimolato attraverso la scoperta guidata degli argomenti e delle problematiche connesse considerato che la lezione svolta è stata espositiva ed euristica
Tutte queste filiere, ancora riconducibili alle produzioni di quella materia prima, vanno poi a integrarsi con altre filiere poste “a valle”, che danno luogo a prodotti nei quali, spesso, la materia prima non è quasi più individuabile.
Merceologicamente, sulla base dei volumi prodotti e commercializzati a livello mondiale, i cereali vengono distinti in due grandi categorie: i cereali maggiori,cioè frumento, mais e orzo, e i cereali minori, cioè avena, miglio, segale, sorgo e altri. Questa distinzione è dipendente dalle tecniche di selezione genetica e varietale,che hanno consentito di ottenere varietà estremamente selezionate e produttive per i cereali maggiori.
La partecipazione degli studenti è stata di tipo collaborativo - esplorativo tenendo conto del fatto che l’approccio di tipo comportamentistico -tutoriale
Tutte queste filiere, ancora riconducibili alle produzioni di quella materia prima, vanno poi a integrarsi con altre filiere poste “a valle”, che danno luogo a prodotti nei quali, spesso, la materia prima non è quasi più individuabile.
seconda parte antonella di matteo
RispondiEliminaL’opera di selezione ha reso economicamente più vantaggiosa la coltivazione di questi cereali rispetto a quelli minori che, fino alla metà del '900, erano molto diffusi anche nei Paesi Sviluppati (PS). Rusticità e bassa produttività sono generalmente le due principali caratteristiche dei cereali minori e ne motivano la consistente presenza nei paesi più poveri, dove hanno ancora un’importanza rilevante nell’alimentazione umana
La stimolazione della classe è stata quasi sempre trasmissivo - ricettiva e l’apprendimento di gruppo è stato continuamente stimolato attraverso la proiezione di slide chiarificatorie corredate di tabelle, foto e diagrammi
Rispetto al frumento duro la filiera del grano tenero è più complessa sia per i diversi utilizzi industriali delle farine che per la parziale competizione che si sviluppa con il settore mangimistico nella negoziazione della materia prima
Le verifiche, “in itinere” e sommative alla conclusione del percorso modulare, sono serviti a misurare il grado di padronanza dei contenuti, l’acquisizione delle specifiche abilità e la maturazione delle competenze. Le verifiche sono state effettuate mediante prove oggettive quali verifiche scritte e orali, colloqui, libere espressioni ,composizioni,esercitazioni, questionari, valutate in modo sistematico e trasparente. Sono ste valutate, nel corso della lezione o unità didattica le abilità metacognitive quali ad esempio la capacità di reperire informazioni, di utilizzare testi e manuali, di ricerca di fonti utili allo svolgimento degli elaborati. La valutazione finale ha tenuto ovviamente conto di tutto il percorso annuale dell’alunno; sono stati sia i miglioramenti dell’ambito cognitivo sia quelli dell’ambito comportamentale.
antonella di matteo A058
RispondiEliminaLa mia valutazione della classe tiene conto delle capacità di:
- Sviluppare una adeguata conoscenza di sé stessi e delle proprie capacità e attitudini - Sviluppare e potenziare capacità di giudizio autonomo e personale
- Saper osservare la realtà circostante al fine di operare scelte motivate e consapevoli anche in relazione al proprio percorso di studi e di lavoro;
- Agire in riferimento ad un sistema di valori, coerenti con i principi della Costituzione, in base ai quali essere in grado di valutare fatti e orientare i propri comportamenti personali,sociali e professionali.
Nel profilo culturale, educativo delle Scuole Superiori mi sono sempre proposta, affinché gli studenti raggiungano gli obiettivi stabiliti (tra cui comprendere in modo approfondito i contenuti delle varie discipline, porsi con atteggiamento razionale, creativo, progettuale e critico di fronte alle situazioni, ai fenomeni e ai problemi), il concorso e la piena valorizzazione di tutti gli aspetti e strumenti del lavoro scolastico, tra cui l’uso costante del laboratorio per l’insegnamento dei contenuti scientifici e l‘uso degli strumenti multimediali a supporto dello studio e della ricerca.La valutazione degli studenti in generale secondo me deve tener se gli studenti hanno perseguito i seguenti obiettivi:
collegare vecchie e nuove conoscenze
schematizzare e rendere espliciti i significati nascosti in un testo scritto
mettere a fuoco le idee chiave
pianificare le operazioni da compiere
sintetizzare ciò che è stato acquisito
stimolare la creatività
favorire l’apprendimento metacognitivo
sfruttare la potenza della memoria visiva
se costruita da gruppi di studenti favorire la discussione
antonella di matteo seconda parte
RispondiEliminaObiettivo principale delle discipline scientifiche è quello di costruire un ‘immagine, la più adeguata possibile della scienza : questo consentirà agli studenti di utilizzare i contenuti tecnico scientifici.
Pertanto ai ragazzi chiedo di:
- Riconoscere nell’evoluzione dei processi produttivi delle colture agroalimentari le componenti varietali, genetiche, alimentari di qualità, culturali, sociali, tecnologiche che le caratterizzano, in riferimento ai diversi contesti ,locali e globali, agro ambientali e rurali.
- Essere sensibili alle differenze di valutazione che il fenomeno della globalizzazione ha avuto,come per esempio quello di indebolire la sovranità nazionale degli Stati, di ampliare notevolmente gli spazi di manovra dei grandi operatori finanziari e produttivi, di estendere a tal punto il commercio che il WTO non riesce a imporre regole universali e certe.
● Sviluppare ed esprimere le proprie qualità di relazione, comunicazione, ascolto, cooperazione e senso di responsabilità nell’esercizio del proprio ruolo:
• Svolgere la propria attività operando in équipe e integrando le proprie competenze con le altre figure professionali, al fine di erogare professionalità e competenze adeguate;
• Applicare le normative che disciplinano tutti i processi produttivi ed economici relativi alle filiere agroalimentari ed agricole con particolare riguardo a tutte le problematiche connesse.
antonella di matteo seconda parte
RispondiEliminaObiettivo principale delle discipline scientifiche è quello di costruire un ‘immagine, la più adeguata possibile della scienza : questo consentirà agli studenti di utilizzare i contenuti tecnico scientifici.
Pertanto ai ragazzi chiedo di:
- Riconoscere nell’evoluzione dei processi produttivi delle colture agroalimentari le componenti varietali, genetiche, alimentari di qualità, culturali, sociali, tecnologiche che le caratterizzano, in riferimento ai diversi contesti ,locali e globali, agro ambientali e rurali.
- Essere sensibili alle differenze di valutazione che il fenomeno della globalizzazione ha avuto,come per esempio quello di indebolire la sovranità nazionale degli Stati, di ampliare notevolmente gli spazi di manovra dei grandi operatori finanziari e produttivi, di estendere a tal punto il commercio che il WTO non riesce a imporre regole universali e certe.
● Sviluppare ed esprimere le proprie qualità di relazione, comunicazione, ascolto, cooperazione e senso di responsabilità nell’esercizio del proprio ruolo:
• Svolgere la propria attività operando in équipe e integrando le proprie competenze con le altre figure professionali, al fine di erogare professionalità e competenze adeguate;
• Applicare le normative che disciplinano tutti i processi produttivi ed economici relativi alle filiere agroalimentari ed agricole con particolare riguardo a tutte le problematiche connesse.
Colavecchio Giuseppe AC02
RispondiEliminaL’attività che propongo è rivolta ad una terza di un istituto secondario di primo grado.
L’attività progettuale è relativa all’insegnamento di uno sport , nello specifico la pallavolo ed è una attività che durerà tutto l’arco dell’anno.
Motivazione della proposta e valore formativo: lo scopo fondamentale di un professore che insegna scienze motorie a scuola è quello di far muovere il ragazzo al fine di promuovere una crescita sana a livello fisico e soprattutto di promuovere lo sport da praticare non solo a scuola, quindi il mio obbiettivo è quello di promuovere una sana crescita del bambino e di incentivare esso a praticare lo sport, insegnare le regole dello sport ed il fair play e il senso di appartenenza ad un gruppo attraverso la pratica della pallavolo.
Competenze attese: conoscenza delle regole della pallavolo, conoscenza di palleggio, bagher, battuta, muro, attacco, di un sistema di ricezione e di un sistema di difesa.
Attività:
• 1 fase conoscenza teorica in classe della pallavolo delle sue regole, dei fondamentali, di un eventuale sistema di ricezione e di difesa. Durata complessiva attività 4 ore.
• 2 fase in palestra manipolazione della palla, studio delle traiettorie, esercizi per apprendere corsa in avanti, corsa laterale e salti . Durata 8 ore.
• 3 fase in palestra esercizi propedeutici di tipo analitico e deduttivo per palleggio bagher battuta e muro ed esercizi di corsa laterale, in avanti e salti. Durata 8 ore
• 4 fase in palestra esercizi di tipo analitico e deduttivo per i fondamentali.
Durata 8 ore
• 5 fase in palestra esercizi di tipo analitico, globale e induttivo per i fondamentali. Durata 8 ore
• 6 fase esercizi di tipo sintetico e globale, misto e di cooperative Learning per i fondamentali. Durata 8 ore
• 7 fase esercizi ti tipo sintetico e globale, misto e di cooperative Learning misto per i fondamentali con inserimento di un sistema di ricezione e di difesa. Durata 24 ore
Metodi di insegnamento:
• Analitico
• Sintetico
• Globale
• Induttivo
• Deduttivo
• Misto
• Strategie di cooperative Learning
ANTONINA IAMONACO AC02
EliminaHo deciso di commentare il tuo lavoro poiché lo reputo ben strutturato,articolato e specifico sulla Pallavolo. Condivido la scelta di spalmare l'attività su tutto l'anno scolastico, essendo la Pallavolo uno sport completo ma ricco di regole complesse, ritengo giustissima la suddivisione dell'attività in 7 fasi, affinché avvenga il corretto apprendimento dei fondamentali,delle regole e del fair play,le quali per essere immagazzinate in modo da divenire "competenza" dell'alunno e quindi la possibilità di quest'ultimo di riuscire ad applicarle in campo nelle esercitazioni/simulazioni di partita,devono per forza di cose essere apprese attraverso prove ed errori a cui deve necessariamente seguire una attenta correzione con le giuste tempistiche. Preferisco progetti del tuo tipo,non solo perchè specifici quindi non si corre il rischio di creare confusione negli alunni,ma soprattutto perchè manifestano la volontà da parte del docente di insegnare come si suol dire "poco ma buono"!Mi piacciono le metodologie utilizzate:abbracciando quasi tutte le tipologie di insegnamento è garantita una maggiore percentuale di comprensione da parte di ogni tipologia di alunno poichè in un modo o nell'altro riusciamo a catturare l'interesse di tutti. Ragion per cui non cambierei nulla della tua progettazione. Forse,per motivi espressi negli elaborati precedenti, aggiungerei solo una metodica di tecnologia digitale cosicché la tua progettazione possa divenire interdisciplinare riuscendo in tal caso ad affiancarla allo studio per esempio della disciplina di "Tecnologie ed Informatica".
Salve a tutti!
RispondiEliminaL’idea progettuale che presento è relativa all’unità di apprendimento intitolata “il rilievo” che propongo come percorso formativo extracurriculare da svolgere durante le ore pomeridiane per un totale di 18 ore e che coinvolge anche le discipline di educazione artistica, matematica e geometria.
L’attività didattica è rivolta alla classe prima della Scuola di I grado. La scelta di destinare il percorso formativo alla classe prima deriva dal fatto che i ragazzi soprattutto nel primo periodo dell’anno scolastico si trovano a dover affrontare il passaggio dalla Scuola Primaria alla Scuola di I grado, e, quindi, devono integrarsi in un nuovo gruppo classe e in un nuovo contesto scolastico.
Al fine di prevenire le difficoltà emotive di fronte agli ambienti, alle persone ed alle situazioni nuove che gli alunni si trovano a dover affrontare nel passaggio dai diversi ordini di scuola è fondamentale che conoscano i luoghi nei quali dovranno vivere ed operare, sappiano quali richieste saranno loro rivolte, conoscano le nuove regole alle quali dovranno attenersi ed abituarsi.
L’obiettivo principale che si vuole perseguire con questa u.d.a. è quello di far conoscere ai novizi il nuovo ambiente scolastico e le sue regole, per poi scendere sempre più nel particolare con l’osservazione e la rappresentazione dell’aula curriculare e delle sue componenti.
L’idea progettuale in particolar modo intende perseguire i seguenti obiettivi:
- “Vedere, osservare, sperimentare” l’ambiente scolastico, cioè eseguire misurazioni e rilievi fotografici nell’ambiente scolastico che viene “scoperto” gradualmente dagli alunni e in prima battuta con la lezione tenuta da un Vigile del Fuoco, esperto della sicurezza a scuola che definirà parte delle regole alle quali gli alunni devono attenersi nel nuovo ambiente, e che mostrerà percorrendole insieme agli alunni le vie di esodo (osservazione dello spazio scuola);
- “Prevedere, immaginare e progettare”: effettuare stime di grandezze fisiche riferite a materiali e oggetti dell’ambiente scolastico;
- “Intervenire, trasformare e produrre”: rilevare e disegnare l’aula curriculare e gli arredi che la compongono.
Per una migliore comprensione dell’idea progettuale è possibile visionare l’u.d.a. al seguente link: https://www.scribd.com/doc/265190446/UDA-Il-Rilievo
Michela Sanzone A033
Interessante questa tua idea progettuale per la metodologia e gli strumenti utilizzati. Ritengo che lo stimolo all'osservazione sia di fondamentale importanza in quanto con essa si attua la conoscenza di quanto ci circonda ( spazi ed oggetti “guardati” ogni giorno dei quali non riusciamo a dare descrizioni precise perchè non li “osserviamo”). Ottimo l'intervento di un tutor esperto che porta all'interno di un ambiente scolastico esperienze dirette come presentazione di una problematica quale quella della sicurezza. Con “scoperta guidata” l'allievo viene condotto a “rilevare” osservando ed operando l'ambiente in cui trascorre tante ore e diviene autonomo e “sicuro”.
EliminaTra le varie attività previste avrei inserito anche qualche altra esperienza di orientamento ( in un centro storico per “scoprire” “percorrendo”). Filomena Autore A033
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RispondiEliminaMarilena Di Buono A060
RispondiEliminaUnità d’apprendimento: L’ATMOSFERA
Per la mia classe di concorso A060 (Scienze naturali, chimica, geografia e microbiologia) ho deciso di trattare un’unità d’apprendimento nell’ambito delle scienze naturali che riguarda in particolare l’atmosfera, la sua strutturazione e lo studio dei fenomeni che la caratterizzano.
Questo lavoro è rivolto ad una classe prima di una scuola secondaria di II grado, spendibile sia per gli istituti tecnici e professionali sia per i licei in un tempo di 12 ore.
Ho scelto questo argomento perché ritengo sia importante che gli studenti, soprattutto all’inizio del loro percorso di studi nella scuola secondaria, abbiano coscienza della realtà in cui sono inseriti e siano sensibili anche a tematiche attuali come l’inquinamento. A questo proposito l’unità dì apprendimento potrebbe essere spunto di approfondimento anche per altre discipline quali la fisica, la chimica, la storia o le lingue straniere.
Di seguito allego il link dove è possibile visualizzare i prerequisiti necessari, gli obiettivi da raggiungere, i contenuti, la metodologia, gli strumenti e i tempi necessari per acquisire le competenze attese al termine dell’unità.
https://www.scribd.com/doc/265234636/UDA-L-Atmosfera
Rossi Miriam A060
EliminaHo deciso di commentare questa unità di apprendimento perché è inerente alla mia classe di concorso. Non avendo ancora avuto esperienze di insegnamento, ritengo che confrontarsi con altri docenti della mia stessa classe di concorso rappresenti un momento di crescita.
Dal punto di vista strutturale, ritengo che l’ unità di apprendimento sia ben organizzata, completa e chiara. Ho molto apprezzato la trasversalità dei contenuti che abbracciano oltre alle scienze della terra, anche l’ ambito della chimica e della fisica. La caratteristica che mi ha più colpito e che ritengo particolarmente interessante, in quanto conferisce una connotazione educativa all' unità di apprendimento, è una delle finalità: la sensibilizzazione verso temi quali l’ inquinamento.
Molto curata è poi la parte inerente alla metodologie. Viene infatti proposto un approccio innovativo, dove vengono predilette le attività di laboratorio di gruppo. Nel tempo dedicato alle lezioni espositive teoriche viene invece favorito un processo di apprendimento mediato da strumenti quali le mappe concettuali oppure il problem solving. Vengono inoltre promossi confronti e discussioni in classe tesi a favorire nell’ allievo lo sviluppo critico di idee proprie.
In questa unità di apprendimento, che nel complesso ho molto apprezzato, poche sono le criticità da evidenziare. Nella dimensione valutativa suggerirei solo delle piccole prove pratiche per valutare le competenze acquisite nelle esperienze ed attività di laboratorio.
ciao Emanuele, ti ringrazio per l'"eccellente", purtroppo non sono riuscito ad inserire la premessa in cui individuavo architetture e formati scusami se ti rispondo in ritardo ma ho avuto problemi con il blog, ritengo che la tua UDA sia strutturata molto bene, soprattutto per quanto riguarda la parte relativa ai principi e sistemi che è sviluppata in modo chiaro ed approfondito, mentre la parte inerente le fonti rinnovabili sembra un un po’ dispersiva, personalmente avrei insistito in più su una specifica risorsa argomentandola in modo più ampio, mi permetto di suggerirti la proiezione di qualche video, trovo molto interessante questo. https://youtu.be/G_bqD4lIn1U
EliminaCarmine PETTI A033
Chiedo scusa... il commento precedente è rivolto a Luciani Emanuele A033.. non riesco a cancellarlo.
EliminaCarmine PETTI A033
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RispondiEliminaQuesto commento è stato eliminato dall'autore.
EliminaHo caricato la mia attività su Scribd. E' possibile visionarla al seguente link:
RispondiEliminahttps://www.scribd.com/doc/265237758/Seconda-Attivita-Pietrunti
Mariconcetta Pietrunti A059
Marilena Di Buono – A060
EliminaHo deciso di commentare quest’unità d’apprendimento perché solitamente vengo “catturata” da materie scientifiche metodologicamente affini alla mia.
Ritengo che nel complesso l’unità sia strutturata in maniera completa: ho notato un buon approfondimento sia per quanto riguarda la parte dei requisiti necessari per affrontare questo argomento, sia per quella delle competenze che gli studenti devono raggiungere al termine del percorso. Lo studio delle figure piane mi sembra fondamentale per i ragazzi, allo scopo di acquisire o comunque rafforzare la capacità di inserirsi nella realtà spaziale che li circonda e per migliorarsi nel calcolo anche attraverso lo sviluppo di formule inverse.
Ho molto apprezzato la sezione dedicata alle attività di recupero e potenziamento che si traducono in una didattica volta alla personalizzazione, in modo da poter costruire in parallelo percorsi di potenziamento per gli studenti che hanno raggiunto un adeguato livello di competenza e di consolidamento per coloro che non hanno raggiunto a pieno i livelli minimi.
Trattandosi di una materia scientifica, l’unica criticità che potrei evidenziare è la mancata esplorazione di una dimensione più laboratoriale; forse avrei ipotizzato dei lavori di gruppo finalizzati alla scoperta fisica e reale della misura delle superfici all’interno della realtà scolastica (aula, palestra, ambienti attigui all’edificio).
L’idea progettuale che propongo affronta le tappe basilari per raggiungere la pratica sportiva, rispettando le regole ed imparando i fondamentali dei diversi sport, partendo dal gioco.
RispondiEliminaTITOLO “Dal gioco allo sport”
DESTINATARI
Alunni delle classi prime della Scuola Secondaria di I Grado
COMPITO
Riuscire a svolgere una partita di classe di alcuni sport (pallavolo, pallamano, pallacanestro)
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
• Percepire il valore formativo della competizione sportiva e affrontarla come un momento di confronto senza esaltazioni per la vittoria né abbattimenti per la sconfitta.
• Realizzare un gioco efficace e collaborativo, volto alla ricerca di soluzioni personali creative
OBIETTIVI FORMATIVI
• Partecipare alle attività collaborando con i compagni, impegnandosi senza prevaricare sugli altri
• Accettare il compito assegnato e le decisioni dell’arbitro senza contestare
• Sperimentare concretamente la competizione attraverso giochi e tornei a squadre
CONOSCENZE
• Conoscere le capacità condizionali
• Conoscere gli elementi tecnici e regolamenti di alcuni sport
• Conoscere il valore del confronto e della competizione
• Gestire in modo consapevole abilità specifiche riferite a situazioni tecniche e tattiche negli sport di squadra
ABILITÀ
• Saper utilizzare le conoscenze tecniche
• Saper relazionarsi positivamente con il gruppo rispettando le diverse capacità, le esperienze pregresse, le caratteristiche personali.
• Saper rispettare il codice deontologico dello sportivo e le regole delle discipline praticate.
ATTIVITÀ
Le attività verranno svolte in maniera graduale: prima con lavoro individuale, poi a coppie, poi a piccoli gruppi fino ad arrivare al gruppo-squadra.
• Lezioni teoriche sulle principali regole dei giochi di squadra che verranno affrontati
• Esercitazioni propedeutiche all'apprendimento della tecnica, in forma globale, dei fondamentali degli sport di squadra praticati
• Giochi di avviamento alla pratica sportiva con sperimentazioni di varianti, per renderli più motivanti rispetto alle esercitazioni propedeutiche delle tecniche dei fondamentali degli sport proposti
METODOLOGIA
• Formato della lezione
• La lezione teorica: euristica
• Lezione pratica: metodologica
• Architettura: inizialmente comportamentale (o direttivo – interattiva), successivamente, collaborativa
SPAZI
Aule di didattica, palestra
STRUMENTI
Libro di testo, LIM, video, attrezzi
TEMPI
15 lezioni (3 teoriche e 12 pratiche)
VERIFICA
Elimina• Osservazione delle tecniche apprese, sui fondamentali individuali dei vari giochi sportivi affrontati
• Osservazione del comportamento individuale e di squadra durante i giochi svolti
• Prova scritta: quiz a risposta multipla, 10 domande relative ai regolamenti della pallavolo, pallamano e pallacanestro
VALUTAZIONE
DELLE CONOSCENZE
Voto 5. Si esprime in modo improprio e non memorizza in maniera corretta il linguaggio tecnico-sportivo.
Voto 6. Memorizza, seleziona ed utilizza modalità esecutive, anche se in maniera superficiale
Voto 7/8. Sa spiegare il significato delle azioni e le modalità esecutive dimostrando una buona adattabilità alle sequenze motorie. Ha appreso la terminologia tecnico – sportiva
Voto 9/10. Sa in maniera approfondita ed autonoma memorizzare, selezionare ed utilizzare con corretto linguaggio tecnico – sportivo le modalità esecutive delle azioni motorie
DELLE COMPETENZE
Voto 5. Non sa analizzare e valutare l’azione eseguita ed il suo esito. Commette molti errori anche se guidato.
Voto 6. Sa valutare ed applicare in modo sufficiente ed autonomo le sequenze motorie
Voto 7/8. Sa adattarsi a situazioni motorie che cambiano, assumendo più ruoli e affrontando in maniera corretta nuovi impegni.
Voto 9/10. Applica in modo autonomo e corretto le conoscenze motorie acquisite, affronta criticamente e con sicurezza nuovi problemi ricercando con creatività soluzioni alternative.
DELLE ABILITÀ
Voto 5. Progetta le sequenze motorie in maniera parziale ed imprecisa. Comprende in modo frammentario regole e tecniche
Voto 6. Coglie il significato di regole e tecniche in maniera sufficiente relazionandosi nello spazio e nel tempo.
Voto 7/8. Sa gestire autonomamente situazioni complesse e sa comprendere e memorizzare in maniera corretta regole e tecniche.
Voto 9/10. Conduce con padronanza sia l’elaborazione concettuale che l’esperienza motoria progettando in modo autonomo e rapido le soluzioni tecnico-tattiche più adatte alla situazione. Rispetta le regole degli sport proposti
PROVA SCRITTA
Verrà assegnato 1 punto ad ogni risposta esatta e 0 punti a quelle errate con un totale di 10/10. Il punteggio corrisponderà al voto
Colavecchio Giuseppe AC02
EliminaHo scelto di commentare la tua attività dal gioco allo sport perché credo che il passaggio dal gioco allo sport sia fondamentale per noi educatori al fine di indirizzare il ragazzo nel mondo dello sport. Dalla lettura del lavoro posso affermare che questo tipo di attività a scuola risulta interessante e produttiva in quanto intreccia lezioni teoriche e pratiche, propone esercizi in forma globale che aiutano l’apprendimento, in oltre con i giochi di avviamento alla pratica sportiva si va ad arricchire il bagaglio motorio a tutto tondo del bambino. In oltre posso dire dalla mia esperienza nei centri sportivi che la maggior parte dei ragazzi della media che entrano in palestra ancora non sono inquadrati nel mondo dello sport, ma ancora in quello del gioco, creando difficoltà agli allenatori, invece inquadrando già il ragazzo a scuola nello sport si hanno minori difficoltà anche nei centri sportivi e risultati migliori.
AUTORE FILOMENA PRIMA PARTE
RispondiEliminaVi presento di seguito la mia idea progettuale denominata IL MATTONE PIENO E LA SUA MODULARITÀ.
La scelta di tale idea parte dalla necessità di stimolare i ragazzi ad osservare l'ambiente costruito che li circonda. Pregno di elementi tecnologici, appare come secondario rispetto alle risorse umane ma non per questo meno importante. Tra i materiali che tale “ambiente costruito” ci offre, elemento caratterizzante delle facciate degli edifici, nelle differenze di colore oltre che di tessitura , è il mattone pieno. Non ho ancora avuto esperienze di insegnamento, ma mi piacerebbe affrontare questo argomento molto legato all'ambito professionale in cui ho fin'ora operato (architettura).
Destinatari: alunni della II classe della scuola secondaria di I grado
TEMPI: 7 ORE
PREREQUISITI (abilità e competenze pregresse ) :
- saper leggere e comprendere un testo, tabelle o mappe concettuali;
- eseguire operazioni matematiche di base
- Conoscere alcune regole del disegno tecnico per la rappresentazione di oggetti
- saper riconoscere un materiale ed il loro impiego
CONOSCENZE :
- acquisire concetti sulle grandezze di misura;
- conoscere gli strumenti per la misurazione;
- conoscere la riproduzione del disegno con le scale di proporzione;
- conoscere un materiale e le sue caratteristiche dimensionali oltre che fisiche e meccaniche;
ABILITA' :
- utilizzare le strumentazioni per misurare;
- descrivere i metodi di misurazione e presentare i risultati;
- saper osservare ed analizzare gli elementi che costituiscono un oggetto;
- saper individuare gli impieghi e i vantaggi di un elemento;
- impiegare gli strumenti e le regole del disegno tecnico nella rappresentazione di oggetti o processi;
– effettuare prove e semplici indagini sulle proprietà fisiche, chimiche, meccaniche e tecnologiche
-valutare le conseguenze di scelte e decisioni relative a situazioni problematiche.
COMPETENZE
-riuscire a riconoscere relazioni tra l'uomo e ciò che la natura offre;
- ipotizzare le conseguenze che una decisione o una scelta di tipo tecnologico può apportare;
- analizzare oggetti, materiali di uso comune ed essere in grado di classificarli in base ai loro vantaggi;
- avere la capacità di ricavare da lettura di testi, tabelle ed esperienze, informazioni per esperimere
valutazioni;
- saper utilizzare rappresentazioni grafiche, istruzioni tecniche per risolvere problemi anche mediante la
collaborazione con i compagni
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO:
- acquisizione dell'importanza dei materiali e del loro impiego nell'ambito della cultura tecnologica;
- acquisizione di strumenti pratici nello sviluppo tecnologico;
- conoscenza delle relazioni forma/funzione/materiale e importanza e funzionalità del concetto di
modularità;
- acquisizione di competenze tecnico-operative attraverso modelli o discussioni di esperienze;
- analisi dati ed interpretazione usando metodi di calcolo o rappresentazioni grafiche;
- applicazione di quanto appreso nel contesto della realtà che li circonda.
METODOLOGIE:
saranno utilizzate lezioni frontali con esposizione dell'argomento integrate da immagini e video proiettati. Tramite analisi di tabelle si evidenzieranno le differenze delle tipologie sia del mattone singolo come elemento costruttivo con dimensioni differenti nelle varie regioni italiane, sia del mattone impiegato nella realizzazione di murature. Le esercitazioni di gruppo contribuiranno ad un apprendimento guidato per la rappresentazione dell'oggetto in esame come forma di conoscenza delle sue caratteristiche dimensionali e di impiego.
STRUMENTI:Libri di testo, fotocopie, strumenti multimediali.
CONTENUTI:
il mattone pieno come laterizio – cenni storici
rapporto forma dimensioni nel mattone pieno
come si misura un mattone – concetto di misurazione e strumenti di misura
le forme di rappresentazione come conoscenza di un elemento costruttivo
modularità del mattone e impiego nella muratura
AUTORE FILOMENA SECONDA PARTE
RispondiEliminaLA VALUTAZIONE VERRÀ EFFETTUATA ATTRAVERSO:
l'osservazione del comportamento e del modo di relazionarsi con gli altri;
l'analisi della qualità e quantità del lavoro scolastico individuale, per gruppi e collettivo;
la somministrazione di questionari e verifiche soggettive;
esercitazioni e discussioni aperte
interrogazioni
In riferimento a tecniche e tecnologie saranno presi in considerazione diversi aspetti, quali la conoscenza di dati e nozioni di base, la capacità di osservare, analizzare e sintetizzare fenomeni in relazione all'uomo; il saper eseguire regole e procedimenti, progettare, realizzare e verificare esperienze ; esporre con chiarezza e linguaggio specifico i concetti rispettando ordine logico e stabilendo relazioni semplici . Inoltre la valutazione terrà conto sia del livello di acquisizione di competenze attese sia dell'impegno, partecipazione, motivazioni e sforzi compiuti.
GRIGLIA DI VALUTAZIONE
10 – interesse e partecipazione attiva, critica e costruttiva alle lezioni ed alle attività
- Vedere,osservare e sperimentare: sa spiegare i fenomeni attraverso un'osservazione autonoma e
spiccata; si orienta ad acquisire un sapere più completo e integrale
- Prevedere, immaginare e progettare :realizza gli elaborati grafici in modo autonomo; usa gli strumenti tecnici con scioltezza, precisione e proprietà
- Intervenire, trasformare e produrre :conosce ed usa le varie tecniche in maniera precisa e autonoma comprende completamente e usa in modo sicuro e consapevole il linguaggio tecnico 10 conosce ed usa le varie
9 – interesse e partecipazione attiva alle lezioni ed alle attività
-vedere,osservare e sperimentare:sa spiegare i fenomeni attraverso una buona osservazione; si orienta ad acquisire un sapere corretto
Prevedere, immaginare e progettare: realizza gli elaborati grafici in modo razionale; usa gli strumenti tecnici con sicurezza e in modo appropriato
Intervenire, trasformare e produrre : conosce ed usa le varie tecniche in maniera sicura, usa con padronanza il linguaggio tecnico
8– costante attenzione alle lezioni ed alle attività
-vedere,osservare e sperimentare:sa spiegare i fenomeni attraverso un’osservazione abbastanza corretta; conosce nozioni e concetti
Prevedere, immaginare e progettare:realizza gli elaborati grafici in modo corretto; usa gli strumenti tecnici in modo adeguato ed abbastanza appropriato
Intervenire, trasformare e produrre : conosce ed usa le varie tecniche in modo corretto usa il linguaggio tecnico in modo chiaro ed idoneo
7– discontinua attenzione e partecipazione alle lezioni ed alle attività
-vedere,osservare e sperimentare:analizza e spiega semplici meccanismi attraverso un'osservazione essenziale
Prevedere, immaginare e progettare: rappresenta e riproduce in modo incerto gli elaborati grafici; usa gli strumenti tecnici in modo poco corretto
Intervenire, trasformare e produrre: è incerto nell’usare le tecniche più semplici, comprende complessivamente il linguaggio tecnico, ma ha la difficoltà nel suo utilizzo
6– scarsa attenzione e disturbo delle attività didattiche
-vedere,osservare e sperimentare:denota una conoscenza carente dei fenomeni e dei meccanismi della realtà tecnologica
Prevedere, immaginare e progettare: ha gravi difficoltà nel rappresentare e riprodurre gli elaborati grafici; usa gli strumenti tecnici in modo non corretto
Intervenire, trasformare e produrre: coglie in modo parziale e inadeguato le tecniche più semplici, ha gravi difficoltà nel comprendere e usare il linguaggio tecnico
5–continuo disturbo delle attività didattiche
-vedere,osservare e sperimentare:non è capace di analizzare e spiegare semplici meccanismi della realtà tecnologica
Prevedere, immaginare e progettare :realizza gli elaborati grafici con molti errori; usa gli strumenti tecnici in modo non corretto
Intervenire, trasformare e produrre:non conosce e non usa le tecniche più semplici, non comprende e non sa usare il linguaggio tecnico .
PRESENTAZIONE DELL'IDEA PROGETTUALE AUTORE FILOMENA – TERZA PARTE
RispondiEliminaCome già premesso, l'idea progettuale qui riportata vuole essere di stimolo all'osservazione di quanto ci circonda e all'analisi degli aspetti tecnologici cui ogni giorno ci imbattiamo. I destinatari, alunni della classe seconda della scuola di I grado, hanno già affrontato lo studio di alcuni materiali ( in prima ). Con tale percorso, alla classe viene presentato uno dei laterizi, il mattone pieno, proponendolo nelle sue dimensioni, nate, non per caso, ma con motivazioni di tipo ergonomico e modulare. L'obiettivo principale è quello di far capire che tutto quanto ci circonda ha una ragione di “essere” con specifiche dimensioni, una propria forma ed un materiale che sia idoneo ad un determinato utilizzo. L'argomento viene introdotto partendo dall'osservazione degli edifici che i ragazzi incontrano nel loro ambiente quotidiano. Fornendo loro immagini di scorci dell'ambiente in cui vivono, la scoperta è guidata verso l'evidente prevalenza nell'architettura mediterranea dell'utilizzo del mattone pieno, a facciavista o con funzione unicamente strutturale. Sin dall'inizio l'idea è fondata su lezioni non solo espositive ma soprattutto euristiche in quanto ritengo fondamentale il dialogo tra docente ed allievo. In tal modo lo studente prende parte alla lezione stessa con domande, con esposizioni delle proprie conoscenze ed abilità, con interruzioni per chiarimenti. In questo, l'aiuto di strumenti quali video ed immagini proiettate risulta di fondamentale importanza per un apprendimento più completo.
L' entusiasmo maggiore che la classe dimostra di rilevarsi nel momento in cui si presenta l'efficacia della forma del mattone che, con le sue misure di lunghezza larghezza e spessore, legate da rapporti dimensionali, può dare origine ad incastri murari che nascono quasi magicamente in una logica matematica. E non solo, perchè col suo peso, il mattone non deve far stancare il muratore che ne posa una gran quantità al giorno. In seno a queste considerazioni, la classe viene stimolata alla conoscenza approfondita di un elemento tramite l'efficacia del disegna tecnico, forma di rappresentazione analitica. Mediante la crezione di gruppi di lavoro, in una prima esercitazione laboratoriale, previa misurazione din un prototipo fornito dal docente, viene rappresentato il mattone singolo sia nelle sue dimensioni reali sia in scala di proporzione. Nel gruppo, ogni componente è stimolato alla curiosità ed alla necessità di giustificare il proprio operato verso gli altri .
Il percorso segue nell'analisi della modularità di questo laterizio, scoperta mediante la composizione grafica di mattoni che vengono ruotati verticalmente o orizzontalmente sulle loro facce per dar vita a varie tipologie di muratura ( ad una, due o tre teste). Questo piccolo parallelepipedo che ha una lunghezza che deve essere pari al doppio della larghezza di due mattoni ad esso sovrastanti e separati da un centimetro di malta, è un modulo, un “oggetto” ripetibile più volte e che in questa sua ripetibilità dà vita a schemi proporzionali alle sue dimensioni. Gli alunni vengono allora messi alla prova, tramite un secondo lavoro di gruppo che, a conclusione del percorso, dimostri le loro abilità di composizione di una facciata della scuola realizzata graficamente con il modulo “mattone”.
Ho deciso di commentare questa unità di apprendimento perché credo sia importante confrontarsi con colleghi della stessa classe di concorso. Ritengo che essa sia stata ben sviluppata, interessante è la scelta del tema in quanto penso sia molto importante che i ragazzi di questa fascia di età inizino a guardare in modo critico il mondo che li circonda rendendosi conto che niente è lasciato al caso ma ogni cosa ha la sua “ragione di essere”. Buone le scelte metodologiche, orientate al confronto e alla cooperazione tra pari e/o con l’insegnante, e dei dispositivi didattici.
EliminaL’unica cosa che forse aggiungerei è un intervento da parte di un esperto al quale gli alunni potevano fare domande a riguardo. Poteva essere svolto anche come approfondimento domestico tramite un’intervista da fare a qualche muratore di loro conoscenza, volta a fissare i concetti trattati in classe.
Ottima progettazione di U.A. sul tema del mattone.
EliminaGiustissime le Architetture Trasmissiva e Collaborativa.
Personalmente avrei implementato la progettazione con un formato di tipo cooperativo ma in ambiente reale (quale l’ambiente tipo di applicazione del mattone) mediante laboratorio pratico. Brava Mena!!
Emanuele Luciani A033
MODULO DIDATTICO DI SCIENZA DELL’ALIMENTAZIONE: LE BASI DELLA NUTRIZIONE: PRINCIPI NUTRITIVI
RispondiEliminaTale modulo (M1) è previsto nel primo anno dell’Istituto professionale per i Servizi Alberghieri e la Ristorazione. I tempi previsti per lo svolgimento di questo modulo sono circa 3 mesi, sviluppati nei mesi di Novembre, Dicembre e Gennaio, considerando un monte orario settimanale di due ore. Tale modulo verrà ripreso nel secondo anno come recupero in quanto, questi concetti rappresentano la base delle Scienze degli Alimenti.
Tale modulo prevede le seguenti unità didattiche:
• I Glucidi
• I lipidi
• I protidi
• Le vitamine
• L’acqua e i sali minerali
Le CONOSCENZE da acquisire sono:
• Aspetti chimici, classificazione, funzioni, fabbisogno, sindromi da carenza o eccesso di glucidi, protidi, lipidi, vitamine e sali minerali.
• L’acqua: generalità, il bilancio idrico, le caratteristiche dell’acqua potabile e delle acque minerali.
Le ABILITÀ da raggiungere:
• Comprendere le funzioni svolte dai principi nutritivi nell’organismo umano.
• Distinguere gli alimenti in base al contenuto dei diversi principi nutritivi.
• Scegliere gli alimenti per una corretta alimentazione.
Le COMPETENZE a fine modulo sono:
• Saper utilizzare correttamente il linguaggio specifico.
• Riconoscere analogie e differenze tra i diversi principi nutritivi.
• Saper associare malattie da carenze nutrizionali ai relativi nutrienti.
• Individuare i nutrienti presenti negli alimenti e le funzioni svolte e, operando scelte per una corretta alimentazione.
Relativamente agli alunni con Bisogni Educativi Speciali è previsto un LIVELLO MINIMO DI COMPETENZA: riconoscere analogie e differenze tra i diversi Principi Nutritivi.
METODOLOGIE:
Lezione dialogata/euristica: si cercherà di impostare una lezione dialogata e anticipativa, presentando in breve e in un linguaggio semplice le informazioni fondamentali che dovranno essere apprese, i criteri di organizzazione delle lezioni, nonché le modalità di valutazione, in modo da coinvolgere e rendere più partecipi gli alunni.
Ricerca individuale e/o di gruppo: attraverso l’uso di internet da svolgere sia in classe sia a casa, con la realizzazione di un prodotto di cui sono state stabilite le caratteristiche.
Esperienze laboratoriali suddivisi in gruppi: gli alunni vengono suddivisi in gruppi da tre e ad ognuno viene fornita la scheda di laboratorio ed il materiale con cui lavorare. Ad ogni membro del gruppo viene assegnato un ruolo: Lettore: legge la scheda e spiega ai compagni la procedura da seguire. Sperimentatore: esegue l’esperimento ed è responsabile del materiale. Relatore: completa la scheda e coordina il gruppo. Le esperienze saranno:
1- Il viraggio della tintura di iodio (da marrone a viola) in caso di presenza di iodio;
2- La formazione di un alone translucido su carta in presenza di grassi;
3- La reazione dell’acido nitrico alle proteine
All’interno di ogni argomento si inizierà, in linea generale, con una lezione dialogata, in cui verranno esposte e commentate le nozioni relative; si procederà ad effettuare lavori di gruppo, realizzando mappe concettuali per riepilogare gli argomenti; infine si procederà con le attività laboratoriali.
MEZZI DIDATTICI
Libri di testo
Laboratori chimico/microbiologico
Computer
LIM Lavagna luminosa;
Sussidi multimediali per approfondire contenuti per meglio motivare gli studenti all’apprendimento.
Riviste, Quotidiani
Testi di consultazione, Fotocopie
Visite didattiche per far conoscere meglio la realtà e fare acquisire esperienze diverse.
Rossella Mignogna A057
C'è scritto “non giudicare per non essere giudicato” ma, ahimè, purtroppo mi tocca e mi toccherà forse di più in futuro! Giudicare poi, con la mia vecchissima e brevissima esperienza da insegnante, una futura collega che come me non ha mai insegnato in un istituto alberghiero diventa sicuramente un compito ancor più arduo. Comunque proverò ad esprimere qualche considerazione relativa al modulo didattico elaborato anche perchè in esso vi sono alcune argomentazioni attinenti alla mia idea progettuale (ALIMENTAZIONE E NUTRIZIONE).
EliminaE' chiaro che si tratta di un modulo e quindi la schematizzazione è necessaria, ho notato che la collega sicuramente ha una ottima capacità di sintesi ed è quindi un suo punto di forza, i metodi mi sembrano ben calibrati insieme ai mezzi didattici. Relativamente ai formati ed alle architetture non mi sento, sinceramente, di esprimere giudizi particolari perchè credo li abbia formulati conoscendo la realtà scolastica nella quale ha immaginato di trovarsi. Penso che la parte pratica attirerà l'attenzione dei discenti, propongo soltanto l'alternaza Lettore – Sperimentatore – Relatore tra gli alunni.
La proposta progettuale si articola all’interno della programmazione didattica di Tecnologia, specificatamente rivolta alle classi di terza. Il tema scelto riguarda lo studio dei primi due princìpi della termodinamica e lo studio delle fonti di energia rinnovabili, con applicazione nell’attività laboratoriale finalizzata alla realizzazione di un rudimentale sistema per il riscaldamento dell’acqua.
RispondiEliminaL’attività didattica si rivolge ad una classe III che abbia già acquisito i concetti relativi al significato di energia e le sue forme, e abbia già dimestichezza con l’utilizzo di un’aula opportunamente attrezzata ed adibita a laboratorio all’interno dell’istituto.
See more on https://www.scribd.com/doc/265321896/3-Consegna-UApprendimento-LUCIANI-EMANUELE-A033
Ciao, trovo la tua idea progettuale molto valida perchè utilizzando il formato della lezione anticipativa gli studenti richiamano le preconoscenze che servono per affrontare il nuovo percorso di apprendimento e penso di adottarla anche io nella mia progettazione. Anche tu come me hai deciso di usare la discussione socratica nella quale gli studenti apprendono concetti attraverso il confronto. Inoltre la dimensione laboratoriale favorisce la costruzione di competenze di tipo trasversale come la scelta di un pannello in base all'analisi dei dati riportati su un diagramma. Si potrebbe migliorare la fase iniziale dell'unità di apprendimento, insegnando attraverso un esempio dimostrativo. L'utilizzo di questo formato chiamato modellamento, in cui per esempio, un esperto mostra attraverso un video come riscaldare l'acqua attraverso il sole, spinge l'allievo a cercare di riprodurre ciò che ha visto. Per quanto riguarda la valutazione trovo corretto il modo di valutare che prevede accanto alla valutazione sommativa, espletata attraverso la somministrazione di prove oggettive con le quali valuto conoscenze e alcune abilità, la valutazione delle competenze. Esse vengono testate, ad esempio, attraverso la realizzazione del prodotto solare termico. Alcune abilità non sono state valutate, perché non son state previste prove semi strutturate come il colloquio strutturato, in cui vengono definiti gli obbiettivi della prova e si va all'esame conoscendo le domande. In questo tipo di prova si può partire da una domanda ampia ma non generica. Si chiariscono temi e scopi. Sono da evitare atteggiamenti verbali e di dissenso netto. In caso di difficoltà dell'allievo sono da evitare pause troppo lunghe.
EliminaUna cosa che non hai trattato è la personalizzazione degli obiettivi a seconda dell'alunno, cioè il fatto che gli obiettivi e i percorsi per arrivare agli obiettivi non sono uguali per tutti. In tale ambito rientra il tema dell’inclusività.
ciao Emanuele, ti ringrazio per l'"eccellente", purtroppo non sono riuscito ad inserire la premessa in cui individuavo architetture e formati scusami se ti rispondo in ritardo ma ho avuto problemi con il blog, ritengo che la tua UDA sia strutturata molto bene, soprattutto per quanto riguarda la parte relativa ai principi e sistemi che è sviluppata in modo chiaro ed approfondito, mentre la parte inerente le fonti rinnovabili sembra un un po’ dispersiva, personalmente avrei insistito in più su una specifica risorsa argomentandola in modo più ampio, mi permetto di suggerirti la proiezione di qualche video, trovo molto interessante questo. https://youtu.be/G_bqD4lIn1U
EliminaCarmine PETTI A033
PARTE PRIMA (Maurizio D'Amico A058)
RispondiEliminaSalve a tutti, eccoci di nuovo qui!
La lezione che ho deciso di presentarvi riguarda l'ecosistema suolo che rientra nell'insegnamento dell'agronomia. Ad oggi non ho ancora avuto esperienza nel campo dell’insegnamento e penso che mi piacerebbe presentare ai miei futuri alunni una lezione di agronomia utilizzando le metodologie didattiche e gli strumenti che qui di seguito illustrerò. Ho scelto questo argomento, l'ecosistema suolo, perché questo rappresenta uno degli argomenti più importanti dell'agronomia che viene affrontato negli Istituti Agrari. Un valido ausilio alla didattica dell'agronomia sono le attività svolte in campo. Anche piccole e semplici esercitazioni permettono ai ragazzi di apprendere praticamente i concetti esposti in classe durante le lezioni frontali.
1. DESTINATARI: Alunni del terzo anno dell'Istituto Agrario.
2. OBIETTIVI
2.1. Conoscenza: Apprendere le caratteristiche e le strutture principali della sistema suolo; Definire le componenti strutturali che differenziano i vari tipi di terreno; Analizzare la struttura e gli elementi costitutivi, dando prova di comprendere le interazioni tra le componenti organiche e quelle inorganiche dell’ecosistema suolo.
2.1. Abilità: Al termine dell'insegnamento lo studente possiede gli strumenti concettuali e tecnici per lo studio e l'analisi dei parametri fisico-chimici e biochimici del sistema suolo per una corretta gestione della fertilità in relazione agli ecosistemi territoriali e agro-forestali.
2.2 Traguardi: Utilizzare il linguaggio scientifico; Acquisire dimestichezza sui concetti portanti dell'agronomia; Conoscere i cicli degli elementi nutritivi nel sistema suolo e il loro peso nel determinare le risposte produttive
3. CONTENUTI: L'ecosistema suolo; La permeabilità del suolo; Analisi della composizione granulometrica;
4. PREREQUISITI: Lo studente deve essere in possesso di una buona preparazione nei fondamenti della matematica, della fisica, della chimica, della biologia vegetale e della microbiologia agraria. Questi prerequisiti vengono forniti dagli insegnamenti di base erogati durante il primo anno e secondo anno.
5. TEMPI: Orientativamente l’argomento verrà trattato all’inizio del secondo quadrimestre. I tempi previsti per lo svolgimento dell’argomento e delle prove di verifica, atte a valutare il raggiungimento degli obiettivi, sono pari a 14 ore di lezione, cosi ripartite:
1. verifica dei prerequisiti: 1 ora
2. lezione frontale interattiva: 3 ore
3. attività di esercitazioni: 4 ore
4. attività di laboratorio: 4 ora
5. verifica finale: 1 ora
6. eventuale recupero: 1 ora
SECONDA PARTE D'Amico Maurizio A058
RispondiElimina6. METODOLOGIA E STRATEGIE DIDATTICHE
La lezione frontale, della durata di tre ore, verrà utilizzate per presentare e riepilogare gli argomenti trattati. Mediante l’uso della LIM, verranno proiettate in classe immagini che permettono di visualizzare le principali strutture del suolo e che permettono di sottolineare le differenze tra i vari tipi di suolo. Inoltre per motivare e coinvolgere gli alunni, alla lavagna verranno proposte delle piccole esercitazioni guidate. Al fine di tenere sempre alta l’attenzione degli alunni, verranno proposti dei piccoli test o dei semplici esercizi alla LIM. Dopo la lezione frontale e le esercitazioni alla LIM, verrà proposta una serie di attività in campo quali:
- Studio della fauna idrobionte (preparazione di nematodi con il metodo di Baermann e e osservazione allo stereo microscopio).
- Studio della fauna aerobionte (raccolta di animali con l’imbuto estrattore di Berlese, loro confronto e caratterizzazione).
- Analisi della composizione granulometrica (separazione delle componenti mediante setacci e prove di decantazione in acqua).
- Valutazione della permeabilità (prove di assorbimento e filtrazione mediante cilindri graduati e cronometraggio del tempo di discesa di un volume noto di acqua).
- Ricerca, osservazione e classificazione di alcuni degli abitanti del suolo.
- Studio della struttura di radici con osservazione delle relazioni tra radici di piante diverse e delle forme (mono e dicotiledoni).
- Monitoraggio delle zolle con osservazione delle trasformazioni e studio dell’effetto di diverse condizioni ambientali (luce/buio, caldo/freddo, umido/secco).
I ragazzi, organizzati in piccoli gruppi eterogenei, stenderanno una breve relazione per ogni esperienza eseguita e prepareranno una tabella di sintesi. Il percorso potrebbe avere inizio con un’uscita in un ambiente naturale, ad esempio il giardino o il parchetto della scuola, dove, in un primo momento, si indagheranno le conoscenze dei ragazzi intorno ai significati di “terra” e di “suolo” mediante un brainstorming spontaneo, da cui far scaturire una discussione libera, in grande gruppo, attorno a domande del tipo:
-“Vi sono degli organismi che vivono dentro al suolo?”.
-“Il suolo è un’unica sostanza o è formata da un insieme di sostanze?”.
-“Se noi facessimo qui una buca, troveremmo la stessa composizione sia in superficie che in profondità?”.
-“E se ci spostassimo in un deserto o in una zona molto lontana da qui?”.
7. STRUMENTI
LIM, libro di testo, microscopio ottico, immagini del suolo da proiettare alla LIM ed immagini della fauna idrobionte e aerobionte da proporre agli alunni prima dell’esercitazione di laboratorio e le uscite in campo.
Vincenzo Lecce A074
EliminaHo scelto di commentare questa attività perché con i colleghi della classe A058 siamo in un certo senso “cugini”, infatti le nostre classi di concorso rientrano nel curricolo degli Istituti Tecnici Agrari. Inoltre da un punto di vista professionale, dunque non didattico, siamo raggruppati tutti sotto la voce di “Agronomi”.
Nello specifico ho trovato l’idea progettuale ben strutturata, molto chiara e completa.
I punti di forza sono:
I tempi, in quanto sono stati elencati nel dettaglio; la differenziazione dei vari tipi di suolo attraverso la LIM, le attività in campo, quali, la ricerca, l’analisi, la valutazione, il monitoraggio e lo studio.
E’ molto positivo l’inizio del percorso con un’uscita in un ambiente naturale, ad esempio in giardino o nel parchetto della scuola, in quanto è molto utile per motivare i ragazzi.
I punti di debolezza:
A mio avviso le conoscenze, pur essendo ben articolate, vengono proposte in un numero eccessivo, quindi dovrebbero essere sintetizzate attraverso la costruzione di mappe concettuali.
E’ molto positivo l’utilizzo della LIM per la proiezione di immagini a supporto della lezione, però la durata della stessa di 3 ore rischia di far calare l’attenzione.
Quarta Attività : (D'Amico Maurizio A058)
RispondiEliminaDi seguito riporto la dimensione valutativa relativa alla lezione di agronomia sull'ecosistema suolo proposta per la seconda attività.
Tipologia di prove:
Verifica dei prerequisiti: Test a risposta chiusa di tipo V/F; Test a risposta multipla; Quesiti a completamento; Prove semi strutturate (Test a risposta chiusa di tipo V/F + Test a risposta multipla + Quesiti a completamento); Brevi verifiche orali.
Verifiche formative: Test a risposta chiusa; Test a completamento; Brevi verifiche orali; Prove semi strutturate (Test a risposta chiusa di tipo V/F + Test a risposta multipla + Quesiti a completamento)
Verifiche sommative: Prove a risposta aperta; Verifica orale; Prove semi strutturate (Test a risposta chiusa di tipo V/F + Test a risposta multipla + Quesiti a completamento)
Criteri di valutazione
Per le verifiche scritte si attribuirà un punteggio per ogni esercizio, in base alla difficoltà. Gli esercizi proposti saranno di diversa difficoltà in modo da permettere a tutti di raggiungere la sufficienza. I voti più alti saranno attribuiti a compiti che presentino la totalità delle risposte e degli esercizi corretti e la cui stesura sia chiara e ordinata. Alle risposte date in maniera incompleta verrà dato mezzo punto.
Per le verifiche orale i criteri di valutazione saranno: capacità espositiva; conoscenza degli elementi della disciplina; comprensione e uso di linguaggi specifici;
Per la valutazione orale si seguirà il seguente schema:
• gravemente insufficiente (2-4): gravi errori e mancata comprensione dei concetti fondamentali.
• insufficiente (5): insicurezza nello svolgimento degli esercizi e nell'esposizione orale.
• sufficiente (6): comprensione dei concetti essenziali.
• discreto (7): conoscenza degli argomenti anche con eventuali imprecisioni non essenziali; sa elaborare gli argomenti con un linguaggio pertinente.
• buono/ottimo (8-10): l'esposizione risulta chiara e precisa, con l'uso adeguato e pertinente del linguaggio scientifico e contemporaneamente emerge la capacità di effettuare collegamenti tra i vari argomenti sviluppati.
PARTE 1
RispondiEliminaSalve a tutti!
Nell’ambito della programmazione annuale appare evidente come alcuni argomenti risultino, per gli studenti, particolarmente difficili da comprendere o comunque di minor interesse rispetto ad altri. Propongo pertanto, nell’insegnamento di Scienza degli Alimenti, la presentazione di una unità didattica relativa al cioccolato.. In questo modo, partendo da un argomento sicuramente piacevole per tutti, o comunque che suscita curiosità, è possibile affrontare temi più ostici come per esempio i metodi di conservazione, la composizione chimica e nutrizionale degli alimenti, l’etichetta alimentare, nonché aspetti dietetico – salutistici.
MODULO: Dolcificanti e prodotti dolciari
UNITA’ DIDATTICA: Il cioccolato
DESTINATARI: Alunni delle classi terze della scuola secondaria di secondo grado
TEMPO PREVISTO: 4 lezioni di un’ora più una visita guidata in azienda
STRUMENTI: libri di testo, riviste di nutrizione, etichette alimentari, LIM
PREREQUISITI:
• Conoscere il concetto di alimento;
• Conoscere gli aspetti chimici e nutrizionali dei principi nutritivi;
• Conoscere le caratteristiche merceologiche, chimico-fisiche e nutrizionali di bevande ed alimenti;
• Conoscere il ruolo dei microrganismi nelle fasi di produzione dei prodotti alimentari trasformati;
OBIETTIVI
• Saper elencare le tappe più importanti dei cicli produttivi del cacao e del cioccolato;
• Conoscere i criteri di classificazione del cacao e del cioccolato;
• Conoscere gli aspetti nutrizionali del cioccolato;
• Conoscere l’azione esercitata dal cioccolato sull’organismo.
COMPETENZE
• Essere in grado di utilizzare adeguatamente il linguaggio specifico;
• Saper comprendere il valore energetico di un prodotto dolciario conoscendone la composizione chimica;
• Saper comprendere le principali differenze fra le diverse tipologie commerciali di cacao e quelle di cioccolato;
• Saper applicare a semplici casi le conoscenze relative alla dietoterapia;
• Saper indicare le tecniche di conservazione più adeguate per le principali categorie di alimento;
• Saper leggere criticamente un’etichetta alimentare;
PARTE SECONDA
RispondiEliminaSVILUPPO DELL’UNITA’ DIDATTICA
Personalmente, nell’affrontare il tema del cioccolato, partirei con un approccio recettivo, basato su una lezione anticipativa in cui presentare agli studenti, in modo semplice e chiaro, l’argomento che si andrà a trattare con breve cenni a quelle che sono le conoscenze/competenze da acquisire. In realtà non si tratta di una vera e propria lezione, ma di un esposizione di circa 15 minuti (al termine della lezione in corso) semplicemente come introduzione alla lezione successiva. In questo modo si suscita una certa curiosità nei ragazzi che, molto probabilmente, verranno all’incontro successivo maggiormente motivati dalle aspettative che si sono create in loro.
La prima lezione sarà, dunque, una lezione narrativa sulla storia del cioccolato introducendo quali sono stati i primi popoli a coltivare il cacao con cenni sulle principali tappe che hanno consentito il passaggio dal cacao alla tavoletta di cioccolato. Proseguirei poi, la medesima lezione, in forma euristica introducendo la pianta del cacao chiedendo ai ragazzi se ne conoscono le origini, se hanno mai visto tale pianta, come se la immaginano, e come immaginano i suoi frutti e semi, con riferimenti anche alle principali varietà coltivate.
Seconda lezione: un mix tra lezione espositiva e metodologica. Inizialmente la lezione sarà di tipo frontale per spiegare la tecnologia di produzione del cacao e del cioccolato, che sarà analizzata dettagliatamente, con particolare attenzione alla fase di fermentazione delle fave di cacao. E’ importante, infatti, far comprendere ai ragazzi che la fermentazione non solo è un momento importante in quanto provoca l’ossidazione dei polifenoli e rappresenta quindi la fase in cui si sviluppa l’aroma caratteristico del cioccolato, ma, in altri casi, si tratta di un importante metodo di conservazione degli alimenti che sfrutta l’azione di certi microrganismi capaci di produrre nell’alimento condizioni tali da impedire fenomeni di decomposizione. Da qui lo spunto per dare inizio, eventualmente, ad una discussione volta a far emergere preconoscenze sui metodi di conservazione degli alimenti. Vengono, quindi ripresi, attraverso la tecnica stimolo-risposta, brevi cenni sul concetto di conservazione e su quali sono i criteri di classificazione dei metodi di conservazione che possono essere fisici (basse temperature, alte temperature, sottrazione d’acqua, irradiazioni, atmosfera modificata), chimici (conservanti naturali o artificiali), fisico-chimici (affumicamento), e biologici (fermentazioni). Successivamente, l’idea è quella di chiedere agli studenti di schematizzare sui propri quaderni, il processo di produzione del cioccolato e di individuare, per quest’ultimo, le migliori modalità di conservazione domestica.
Terza lezione: apprendimento di gruppo. Dopo aver chiesto ai ragazzi, al termine della lezione precedente, di portare etichette alimentari di differenti varietà di cacao e cioccolato, l’idea è di dividere la classe in due gruppi, e procedere con un progetto di ricerca assegnando ad un gruppo la realizzazione di un cartellone in cui riportare l’apporto energetico e nutrizionale dei vari tipi di cioccolato e all’altro gruppo la realizzazione di un secondo cartellone in cui individuare le differenti varietà commerciali di cacao e cioccolato. La scelta di questo lavoro di gruppo è dovuta al fatto che in questo modo i ragazzi sono tenuti a rielaborare conoscenze acquisite precedentemente. Dall’analisi dell’etichetta alimentare. vengono, infatti, riaffrontati argomenti come i principi nutritivi, (caratteristiche chimiche, fonti alimentari, funzioni nell’organismo), il concetto di alimento, la classificazione degli alimenti (criteri di classificazione e caratteristiche merceologiche). Inoltre, “se rimane tempo” potrebbe essere un’occasione utile per insegnare ai ragazzi a leggere e comprendere l’etichetta.
PARTE TERZA
RispondiEliminaQuarta lezione: attività di brain storming con tema centrale “il cioccolato e la salute”. Partendo da una serie di domande come: il cioccolato fa ingrassare?, provoca allergie?, aumenta il colesterolo?, cioccolato come antidepressivo? si da inizio ad un dibattito nell’ambito del quale ognuno esprime con totale immediatezza quello che pensa. Ecco dunque affrontati gli aspetti dietetico – salutistici, occasione per riprendere anche i concetti di dieta e dietologia molto spesso considerati sinonimi. È, perciò, fondamentale far comprendere ai ragazzi che la dieta non è semplicemente un regime alimentare ipocalorico, ma è la giusta combinazione dei cibi che compongono il regime alimentare quotidiano di un individuo. La dietologia al contrario è la disciplina scientifica che si interessa dello studio dell’alimentazione e della nutrizione degli individui nelle varie fasi della vita e in diverse condizioni fisiologiche e/o patologiche; in quest’ultimo caso, però, si parla più precisamente di dietoterapia. Grazie a queste scienze è stato possibile affermare che il cioccolato è ideale per chi soffre di pressione bassa grazie alla presenza di potassio, è consigliato a coloro che svolgono un’intensa attività fisica e può essere mangiato normalmente dai bambini non prima dei 2/3 anni però, in quanto è un alimento che non provoca problemi di digestione o appesantimento ed è utile per i soggetti anemici grazie alla buona percentuale di ferro. Devono purtroppo rinunciarvi i soggetti obesi, diabetici, chi ha problemi di fegato, di digestione, di calcoli ai reni, di ulcera o colite.
Quinta lezione: tutti in azienda! A conclusione del percorso formativo è prevista una visita guidata presso un’azienda dolciaria del territorio regionale. Scopo di tale attività è quello di approfondire e potenziare, secondo una diversa modalità e prospettiva, i contenuti affrontati nel corso dell’attività curriculare. A tal proposito è fondamentale far percepire, la visita come un processo di comunicazione attiva tra chi trasmette (azienda) e chi riceve (studenti). L’intento è quello di stimolare, attraverso una serie di domande, un processo di riflessione, nonché l’uso di capacità critiche, immaginazione, sensi, emozioni. Ecco quindi che la giornata trascorsa fuori dalla scuola si trasforma in una discussione socratica.
Leggendo la tua unità didattica l’ho trovata molto interessante e ben articolata; credo che sia in grado di attirare l’attenzione dei ragazzi dell’alberghiero che come ben sappiamo sono ragazzi difficili sia per le problematiche che alcuni di loro hanno, sia per il loro scarso interesse alle materie un po’ più teoriche. Un piccolo suggerimento potrebbe essere la realizzazione durante la lezione o ancora meglio in concomitanza con la visita aziendale di un’analisi sensoriale delle diverse tipologie di cioccolato o di prodotti a base di cioccolata, oppure la realizzazione nel laboratorio cucina di prodotti a base di cioccolata ma non necessariamente prodotti dolciari, in modo da stimolare l’alunno a sperimentare nuovi sapori.
EliminaRossella Mignogna A057
Salve a tutti!
RispondiEliminaModulo didattico di scienze degli alimenti:I prodotti dolciari
Metodologie
La prima lezione che descrivo è espositiva in cui ho affrontato il tema dei dolcificanti tra cui zucchero e miele a cui segue una lezione dedicata ai prodotti dolciari (narrativa) tra cui il cioccolato
Il miele, al contrario di quanto molti credono, è abbastanza simile allo zucchero. Rispetto al più tradizionale dei dolcificanti è però ricco di alcune sostanze particolarmente utili all'organismo: vitamine, sali minerali ed antibiotici naturali. Considerando le piccole dosi di miele consumate bisogna comunque considerare che l'apporto effettivo di tali micro e oligoelementi è decisamente basso.
Il miele è inoltre più dolce (ha un potere dolcificante superiore) e ciò consente di impiegarne quantità inferiori rispetto allo zucchero da cucina. Il miele ha un contenuto calorico più basso (304 Kcal per 100 grammi contro le 392 dello zucchero tradizionale e le 362 dello zucchero di canna) perché più ricco di acqua. Nonostante ciò un cucchiaino di miele fornisce più calorie e carboidrati rispetto ad un cucchiaino di zucchero, a causa del maggior peso specifico. Il miele, specie se non cristallizzato, è inoltre più difficile da dosare.
Le differenza tra questi due dolcificanti è dunque molto sottile; il miele, in virtù del suo contenuto vitaminico e minerale è sicuramente un alimento migliore dello zucchero anche se molte volte gli vengono attribuite proprietà che non possiede. Per un diabetico sostituire lo zucchero con il miele apporta qualche piccolo vantaggio, ma solo a parità di quantità consumate. L'errata convinzione che il miele sia un alimento "benefico" può condurre il diabetico a consumarne dosi eccessive, mettendo a rischio la propria salute esattamente come farebbe consumando dosi eccessive di zucchero.
E' infine doveroso spendere due parole sulla qualità del miele, spesso alterata da processi industriali e da produttori senza scrupoli. Per questo motivo si consiglia di evitare mieli extracomunitari, specie se commercializzati a basso prezzo da ditte semisconosciute.
Invece per quanto riguarda la cioccolata ho parlato della lavorazione e delle varietà commerciali.
In particolare I ragazzi si sono mostrati interessati ai tipi di cioccolato :fondente,al latte, bianco e gianduia e alle controindicazioni e non legate al suo utilizzo. Alla lezione frontale è susseguita una narrativa in cui ho raccontato la storia della cioccolata ed in particolare della pianta il cui nome scientifico è Theobroma cacao dal greco” cibo degli dei “,Nell’umidità costante del clima tropicale,un albero alto circa 8-10 metri producei i suoi frutti simili a zucche contornati dalle foglie di colore verde scuro :le fave di cacao.Tali frutti lunghi 15-20 cm e grossi 6-12 cm,sono provvisti ciascuno di 10 solchi longitudinali e di una buccia dura.Ogni frutto contiene fino a 40 semi disposti in 5 file.Da un ettaro di semi di cacao si ricavano circa 300 kg di prodotto.
I destinatari sono gli alunni della classe III della scuola secondaria di II grado con indirizzo pasticceria.
Prerequisiti:
RispondiElimina• Conoscere il concetto di alimento
• Conoscere gli aspetti chimici e nutrizionali dei principi nutritivi
• Conoscere le caratteristiche merceologiche,chimico-fisiche e nutrizionali di alimenti e bevande
• Conoscere il ruolo di microrganismi nelle fasi di produzione dei prodotti alimentari trasformati
Obiettivi
• Saper elencare le tappe più importanti dei cicli produttivi del cacao e del cioccolato
• Conoscere I criteri di classificazione del cioccolato
• Conoscere gli aspetti nutrizionali del cioccolato
• Conoscere l’azione esercitata dal cioccolato sull’organismo
Competenze
• Essere in grado di utilizzare adeguatamente il linguaggio specifico
• Saper comprendere il valore energetico di un prodotto dolciario conoscendone la composizione chimica
• Saper comprendere le principali differenze fra le diverse tipologie commerciali di cacao e quelle di cioccolato
Metodologie:
Un ‘ altra lezione che ho sperimentato è di tipo collaborativo in cui ho affrontato l’unità didattica denominata :”Il pane racconta la vita dell’uomo.Ho assegnato il compito dal titolo : Realizzazione di diversi tipi di pane-Organizzazione di una mostra dei pani preparati con degustazione-Presentazione del lavoro anche in lingua straniera-Realizzazione di un cd illustrativo delle fasi di lavoro e di un opuscolo plurilingue i cui destinatari sono gli alunni di classe 3 settore cucina della scuola secondaria di II grado.
Prerequisiti
• Conoscere gli aspetti più importanti della panificazione
• Conoscere gli aspetti nutrizionali del pane e dei prodotti sostitutivi del pane
• Le tecniche di lavorazione del pane
• Il programma di presentazione Powerpoint
Obiettivi
• Saper individuare le differenze tra pani comuni e speciali
• Saper illustrare abbinamenti del pane
• Saper utilizzare le principali tecniche nella produzione del pane
• Ideare un testo di presentazione con gli strumenti informatici
• Comunicare in modo semplice ma adeguato nella presentazione del lavoro svolto
• Relazionare in forma scritta e orale sul lavoro svolto anche in lingua straniera
• Realizzare un cd e opuscolo illustrativo del lavoro svolto con glossario in lingua straniera
Competenze
• Analizzare qualitativamente e quantitativamente fenomeni legati alle traformazioni fisico-chimiche a partire dall’esperienza
• Valutare come la cottura influisce sul valore nutritivo,sulle caratteristiche igieniche e organolettiche dell’alimento
• Saper applicare le tecniche principali di preparazione ,cottura e conservazione adeguate per ogni tipo di alimento
Luana Caramelli A057
Condivido e reputo interessante la struttura di tale elaborato perchè le linee di progettazione sono ben organizzate, mirate alle competenze da formare nell'allievo e propongono tematiche e contenuti motivanti. In riferimento alla lezione sui dolcificanti, durante la lezione avrei utilizzato come strumento didattico la LIM, aggiungendo immagini, testi e video per puntualizzare gli elementi essenziali, catturare maggiormente l'attenzione e riuscire a rievocare in maniera più efficace le nozioni oggetto della lezione.
EliminaSalve a Tutti, ho pensato di progettare la mia azione didattica attraverso una unità di apprendimento sui fenomeni termici. L’idea è quella di portare i ragazzi a raggiungere determinate competenze attraverso l’utilizzo dei seguenti architetture e formati: Comportamentale (pratica guidata), a scoperta guidata (lezione euristica, problem based learning, discussione socratica), Collaborativa(Collaborazione). Nella lezioni 1 e 2 utilizzo le seguenti architetture e formati: Comportamentale (pratica guidata), Collaborativa(Collaborazione), a scoperta guidata (discussione socratica). Nelle lezioni 3 e 4 le architetture e i formati usati sono: a scoperta guidata (lezione euristica, problem based learning, discussione socratica), Collaborativa(Collaborazione). Nella lezione 5 vengono adoperate le seguenti architetture con i relativi formati: Collaborativa(cooperazione), a scoperta guidata (discussione socratica). L’attività è stata ideata ponendo accento al lato laboratoriale e al lavoro di gruppo. Attraverso l’uso di strumenti di misura e informatici, l’elaborazione dei dati, la riflessione sulle sostanze e i materiali, vengono formulate ipotesi, eseguiti esperimenti e realizzati prodotti di tipo informatico e cartaceo, con lo scopo di promuovere l’apprendimento, riflettendo criticamente sugli artefatti realizzati. Inoltre il lavoro di gruppo favorisce lo sviluppo delle competenze sociali. Il mio lavoro è reperibile cliccando su questo link
RispondiEliminahttps://www.scribd.com/doc/265460841/2-e-4-compito
Il formato che ritengo più utile è quello della Cooperazione nella quale il compito da svolgere viene diviso in sottoproblemi assegnati a ciascun gruppo che deve arrivare ad un risultato comune. Il fatto che i risultati di ciascun gruppo possono essere condivisi anche a distanza tramite blog, chat, gruppi su social network è un fattore che alimenta la discussione collaborativa focalizzata sul gruppo, e costituisce un elemento importante per l'apprendimento.
EliminaOttima progettazione ed interconnessione tra le architetture e formati scelti.
EliminaTrovo corretto l’aumento graduale (nel susseguirsi delle lezioni) del livello di difficoltà dei compiti assegnati.
Nel secondo step, dopo la lezione interattiva (giustissima) per sondare le conoscenze che gli studenti devono già possedere, e prima della terza lezione (divisione in gruppi per la realizzazione dell’esperimento), al solo fine di una maggiore integrazione sociale tra gli individui, avrei analizzato le relazioni e lo status sociale (magari mediante la progettazione di un test sociometrico), allo scopo di creare gruppi sicuramente omogenei. Il rischio da evitare è di creare dislivelli socio-relazionali tra i gruppi.
Emanuele Luciani A033
Leggendo la tua U.d.A. ho apprezzato l'importanza che hai dato alla cooperazione ed alla scelta dei lavori di gruppo. Ritengo che questi tipi di formati stimolino fortemente la discussione tra docente ed allievo come pure nel gruppo l'allievo deve rapportarsi agli altri che nel contempo lo trasportano nell'esperienza creando degli aspetti da risolvere insieme. Buona la programmazione che a step graduali propone l'analisi dei fenomeni. Personalmente avrei anche posto l'accento su una esposizione anche individuale di una esperienza sull'argomento dando una certa libertà di approfondimento.
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RispondiEliminaCarmine PETTI-A033
RispondiEliminaal seguente link: https://www.scribd.com/doc/265466538/Uda-Antropogonomia
Eccellente programmazione U.A. sul tema della misura dell’uomo e dello spazio.
EliminaNon esplicitate, individuo Architettura Ricettiva (trasmissiva) e a Scoperta Guidata. Si susseguono i formati di lezione anticipativa, espositiva, problem based learning e discussione socratica.
Ottima l’esecuzione di una valutazione dei prerequisiti, prima dell’applicazione dell’U.A.
Personalmente avrei proseguito l’aumento graduale della complessità nelle misurazioni da far eseguire agli studenti, anziché farli concentrare successivamente sulla rappresentazione grafica. Evidentemente l’ottima U.A. ha un carattere trasversale e multidisciplinare. Bravo!!
Emanuele Luciani A033
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RispondiEliminaFacendo parte della classe di concorso ACO2 ho pensato di proporre un' unità didattica sull' Acrosport.
RispondiEliminaL’Acrosport è una ginnastica di tipo acrobatico in cui un gruppo di persone esegue diverse figure con vari gradi di difficoltà di realizzazione, il tutto su base musicale. Il risultato dipende sia dalla collaborazione tra chi costituisce il gruppo, sia dal singolo individuo. Vien da sé pensare a questa disciplina come un’opportunità per il docente di Educazione Fisica nel proporre un’attività inconsueta che può trasmettere aspetti educativi e motori molto importanti. Dal punto di vista educativo, l’attività stimola la collaborazione, aumenta l’autostima e la disciplina comportamentale, crea spirito di gruppo, induce all’accettazione del contatto corporeo con altre persone, stimola lo spirito di gruppo in virtù del quale il gruppo lavora per il singolo ed il singolo lavora per il gruppo. A livello motorio, l’attività rafforza la muscolatura e aumenta l’agilità, migliora il senso del ritmo, educa alla ricerca della postura corretta in base alla figura rappresentata, induce ad un maggior controllo dei propri segmenti corporei.
L’ Acrosport può essere praticato da tutti, ma risulta indispensabile, affinché non vi siano spiacevoli inconvenienti come gli infortuni, che gli alunni raggiungano un’ adeguata preparazione fisica che coinvolga soprattutto la muscolatura addominale, dorsale e degli arti superiori ed inferiori. Questo è il motivo principale per cui si è scelto di proporre le attività ad una classe terza di un istituto superiore di I grado, in quanto lo stato di sviluppo fisico degli alunni permette una buona riuscita nell’intento della proposta.
TITOLO: IL MIO CORPO COME UN ATTREZZO
OBIETTIVI FORMATIVI
L’alunno:
• migliora l’equilibrio, la mobilità, la coordinazione e la concentrazione;
• “scopre” in sé un “nuovo” corpo capace di essere “manipolato”;
• sviluppa la fiducia in sé e negli altri;
• sente di essere protagonista, qualunque sia il ruolo che egli ricopre nella squadra.
COMPITO UNITARIO
Conoscere le tecniche e le figure dell’ Acrosport. Effettuare in piccolo gruppo una serie di esercizi figurati con l’impiego di tali tecniche.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
• Saper utilizzare l’esperienza motoria acquisita per risolvere situazioni nuove o inusuali.
• Saper adottare comportamenti appropriati per la sicurezza propria e dei compagni anche rispetto a possibili situazioni di pericolo.
• Riconoscere il proprio corpo anche come attrezzo e saperlo usare nel modo più opportuno.
ATTIVITA'
Fase 1. Data la richiesta piuttosto impegnativa sul piano fisico, il lavoro pratico comincia con esercitazioni a carattere generale che comprendono sia lo sviluppo delle capacità condizionali (forza, resistenza, velocità e mobilità), sia di quelle coordinative (coordinazione, equilibrio, differenziazione cinestesica).
1. flessioni delle braccia con piedi o ginocchia (facilitazione) in appoggio;
2. piegamenti a gambe leggermente divaricate oppure unite;
3. esercitazioni a corpo libero e/o con l’uso di piccoli attrezzi;
5. circonduzioni delle braccia avanti/dietro impugnando il bastone riducendo sempre di più la distanza tra le mani;
6. addominali con esercizi crescenti in difficoltà;
7. lavoro a stazioni per sviluppare l’equilibrio e la destrezza;
Conclusa questa parte, osservando il grado di forma fisica e di prestanza dei vari alunni si potrà decidere di affidare i vari compiti in base alle varie capacità, tenendo conto che i ruoli sono 3:
• il portatore (deve dimostrare sicurezza, forza, potenza e una buona muscolatura generale);
• il volteggiatore (essendo colui che compie volteggi deve essere agile, esile, capace di assumere il controllo del proprio corpo in ogni stato e movimento);
• il portatore o medio (ha un ruolo pari al primo ad eccetto della superficie d’appoggio che non è stabile).
Fase 2. Si passa adesso ad esercitazioni a carattere specifico e quindi si andrà a lavorare per prima cosa sulle prese che costituiscono il legamento fra i compagni e servono per ricercare e mantenere l’equilibrio nelle figure o nelle piramidi.
EliminaSi passa successivamente alle prove di bilanciamento ed equilibrio:
Fase 3. Dopo aver lavorato in progressione di difficoltà, arriviamo all’ultimo step: gli alunni lavorano in piccoli gruppi e sperimentano varie figure partendo dalle più facili e passando via via alle più complesse da realizzare.
METODOLOGIA
Architetture:
Comportamentale o direttivo-interattiva
Collaborativa
Formati:
Lezione anticipativa
Lezione Euristica per poi passare alla lezione Metodologica
Apprendimento di gruppo:
Collaborazione/cooperazione
TEMPI
Febbraio
STRUTTURE
Palestra
VERIFICA
Nella prima e seconda fase l’elemento fondamentale risulta essere l’impegno degli alunni nel migliorare la propria prestanza fisica, ragione per cui si valuterà un miglioramento nel realizzare gli esercizi e le posizioni richieste osservando la resistenza alla fatica e la qualità delle varie componenti condizionali e coordinative.
Nell’ultima fase viene valutato il lavoro finale realizzato davanti al resto della classe tenendo conto dei punti di partenza di ciascuno e dei progressi riscontrati.
Voto 6 : L’alunno ha sperimentato gli esercizi proposti migliorando la propria condizione fisica iniziale, è riuscito a realizzare un discreto numero di posture e figure da solo, ma non in gruppo. Non ha eseguito il lavoro finale.
Voto 7: L’alunno ha sperimentato gli esercizi proposti migliorando la propria condizione fisica iniziale; ha eseguito il lavoro finale variando le posizioni garantendo la sicurezza per sé e per gli altri, modificando di poco il grado di difficoltà da esercizio ad esercizio.
Voto 8: L’alunno ha sperimentato gli esercizi proposti migliorando la propria condizione fisica iniziale; ha eseguito il lavoro finale variando gli esercizi e ideandone di nuovi, modificando di molto il grado di difficoltà da esercizio ad esercizio.
Voto 9: L’alunno ha sperimentato gli esercizi proposti migliorando la propria condizione fisica iniziale, ha eseguito il lavoro finale garantendo la sicurezza per sé e per gli altri nonostante gli esercizi fossero in elevato e crescente grado di difficoltà.
Voto 10: L’alunno ha sperimentato gli esercizi proposti migliorando la propria condizione fisica iniziale, ha eseguito gli esercizi in modo fluido e con un supporto musicale mantenendo fluidità di movimento e senso del ritmo.
Anna Cerbaso ACO2
Devo ammettere che la tua unità di apprendimento sull' acrosport è davvero interessante. Ricordo ancora la lezione che abbiamo seguito durante il tfa in palestra al Liceo scientifico, con la prof. Calcagnile, nella quale ci siamo divertiti parecchio. Immagino come possa essere interessante e divertente anche per i nostri alunni, che sicuramente si divertirebbero tantissimo. Il punto interessante è che questo tipo di attività si può svolgere anche in classe, nel caso in cui la palestra non è presente o è momentaneamente indisponibile. Si spostano i banchi lateralmente e al centro i ragazzi possono sbizzarrirsi nelle varie posizioni e figure. L'aspetto che mi piace particolarmente di questo "gioco" è il fatto che intanto migliora l'equilibrio, migliora la capacità di forza e aiuta ad avere una postura migliore. Ma soprattutto favorisce la collaborazione e lo spirito di gruppo all' interno del contesto classe.
EliminaHo deciso di commentare la tua idea progettuale in quanto ritengo l'acrosport un'attività estremamente interessante. Più che da un punto di vista motorio, la cosa che mi attira di questa attività è l'aspetto legato al miglioramento della personalità dei ragazzi che effettuano queste coreografiche; la cosa che mi viene subito in mente pensando all'acrosport è la fiducia che ogni ragazzo deve avere nei confronti dei propri compagni, visto che delle volte dipendono quasi esclusivamente da loro, come ad esempio quando si fanno tutta una serie di raffigurazioni coreografiche dove il corpo di un ragazzo è completamente mantenuto da un altro partecipante, essendo dunque nelle "sue mani".
EliminaRitengo quindi l'acrosport un ottima attività da proporre nelle scuole in quanto si svolge a coppie, in terzetti o quartetti, una sorta di “squadra” dove prevale il lavoro di gruppo, la fiducia reciproca e la responsabilità di ciascuno nei confronti degli altri compagni ma dove è comunque indispensabile l’apporto individuale; grazie a questo tipo di attività tutti si possono mettere in gioco con l'auspicio di superare le proprie paure.
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RispondiEliminaSALVE A TUTTI!
RispondiEliminaHo immaginato di trovarmi in una prima classe di un Istituto alberghiero, nella quale i discenti avevano discretamente appreso i fondamenti di chimica e di biologia come da confronto effettuato in parallelo anche con i colleghi disciplinari. La classe è composta da venti alunni che complessivamente sono generalmente attenti e propensi ad apprendere, vi sono solo tre ragazzi più lenti rispetto alla media classe. Comunque non vi sono alunni disabili e nemmeno quelli con B.E.S. Questa progettualità pone le basi per sviluppare la preparazione futura di pasti con adeguate caratteristiche funzionali è quindi propedeutica a quella che sarà una successiva competenza in degli allievi nel laboratorio di cucina. Infatti l'accordo con il collega è quello di far vedere ai ragazzi, in parallelo, come preparare piatti funzionali ed abituarli a distinguerli anche praticamente in base alle loro funzioni. L'idea progettuale, nella quale ho volutamente dettagliato le fasi ipotetiche ed anche gli aspetti principali relativi ad alcuni contenuti disciplinari, è relativa ad:
ALIMENTAZIONE E NUTRIZIONE.
Essa prevede la trasposizione didattica di:
CONOSCENZE:
1. definizione di alimento e di principio alimentare;
2. definizione di alimentazione metabolismo e nutrizione;
3. conoscere le sostanze di cui sono costituiti gli organismi viventi;
4. conoscere la classificazione degli alimenti in base alla loro origine;
5. conoscere i principi alimentari di alcuni degli alimenti principali.
ABILITA':
1. sapere spiegare la differenza tra alimentazione e nutrizione;
*OBIETTIVO FINALE:
1. Essere capaci di mettere in relazione gli alimenti, con i principi alimentari in essi contenuti, con le loro funzioni. Propedeutico per una futura attività nel laboratorio di cucina.
*Su molti libri di testo viene definita competenza
PRECONOSCENZE FONDAMENTALI per il passaggio alla trasposizione didattica sono:
1. la conoscenza del concetto di energia;
2. caratteristiche chimiche delle sostanze organiche ed inorganiche presenti negli organismi;
3. conoscenze basilari sulla cellula e sui tessuti degli organismi viventi;
4. conoscenza dei concetti basilari di nutrizione degli organismi autotrofi ed eterotrofi.
STRUMENTI E MEDIATORI UTIZZATI:
Utilizzo del libro di testo.
Computer o una LIM collegati alla rete.
TEMPO PREVISTO
4- 5 Lezioni di un'ora. L'ultima di due ore insieme al collega di laboratorio di cucina.
PRIMA LEZIONE
MODELLO ISTRUTTIVO:
Utilizzo per la prima lezione una architettura recettiva con un formato di lezione anticipativa. Ho deciso primariamente di sintetitizzare ciò che gli alunni impareranno con uno schema. Questa prima lezione potrebbe anche stimolare una discussione che risulterebbe utile per far scaturire le preconoscenze. Qualora le argomentazioni esternate dagli studenti dovessero essere non corrette fornirei feed-back adeguati. Inoltre, per orientare anche gli alunni più lenti potrei eventualmente dare loro ulteriori spiegazioni.
Chiarisco subito agli studenti che ci sarà una valutazione (dopo le tre lezioni) sulle conoscenze, abilità e sull'obiettivo finale evidenziandolo sulla LIM o alla lavagna.
Comincio con lo schema elaborandolo al computer o sulla LIM per poi poterlo inviare agli alunni in modo da permettere a chi lo desidera di personalizzarlo in base alla propria creatività partendo dagli ALIMENTI:
che devono essere--Innocui, Masticabili, Digeribili, Assimilabili--al fine di poter essere introdotti--Nell'organismo--per--Il loro utilizzo nei processi metabolici della nutrizione;
che possono essere classificati in base all'origine--Animale,Vegetale, Minerale;
che contengono--I principi alimentari--che sono--Glucidi, Lipidi, Vitamine-Sali minerali--che hanno FUNZIONE:--Energetica, Plastica, Regolatrice.
Stimolo una discussione per verificare ulteriormente le preconoscenze partendo ad esempio dalle sostanze presenti negli organismi.
RispondiElimina(Immagino che la discussione inizi e che duri circa un quarto d'ora, con un coinvolgimento della classe quasi totale). A fine discussione ribadisco ulteriormente quanto emerso a favore dei più lenti.
Dopo questa fase, definisco almeno il concetto basilare di:
Alimento e di alimentazione.
Evidenzio che:
le sostanze chimiche presenti negli alimenti, definite principi alimentari, sono indispensabili per lo svolgimento delle funzioni vitali e delle attività quotidiane.
I principi alimentari sono: i glucidi, le proteine, i lipidi, le vitamine, i sali minerali e l'acqua, già in precedenza studiati.
Concludo, infine, la lezione chiedendo alla classe se è tutto chiaro, stimolando soprattutto i più lenti a rispondere e se ciò non fosse provvederei a spiegare nuovamente.
SECONDA LEZIONE
MODELLO ISTRUTTIVO:
Adopero sempre un architettura di tipo recettiva però con una impronta di formato prevalentemente di tipo espositivo, usando nei punti salienti tono e caratterizzazione della voce adeguati e con eventuali pause se dovessi notare calo dell'attenzione o atteggiamenti di chiusura da segnali verbali e non verbali.
Richiamo, comunque, velocemente gli argomenti che affronterò scrivendoli sulla LIM o sulla classica lavagna.
Quindi veloce accenno:
Attraverso la digestione i principi alimentari si scindono in unità più semplici definite principi nutritivi o nutrienti.
Quest'ultimi sono poi assorbiti a livello intestinale riversati nel sangue e, attraverso la circolazione sanguigna distribuiti a tutte le cellule dell'organismo.
A questo punto della lezione schematizzo i concetti relativi all'origine degli alimenti suddividendoli velocemente in:
alimenti di origine animale (carne, pesce,uova, latte e derivati, miele);
alimenti di origine vegetale (cereali e derivati, legumi, verdure, frutta, alghe)
alimenti di origine minerale (acqua, sale da cucina)
funghi eduli che appartengono appunto al regno dei funghi.
Chiarisco che:
le verdure possono essere: da foglie (ad esempio la lattuga);da radice (ad esempio la carota); da fusto (ad esempio il sedano); da fiore (ad esempio il cavolfiore) da frutto (ad esempio i peperoni); e da bulbo (ad esempio le patate).
Evidenzio soprattutto che:
la frutta fresca è ricca di sali minerali e vitamine. Mentre la frutta secca oleosa è per lo più rappresentata da semi di piante ricchi di proteine e di lipidi (ad esempio le noci). Oltre ciò, va ricordata anche la frutta secca amidacea (ha un alto contenuto di amido). La più utilizzata in alimentazione umana è la castagna.
Eventuale pausa con visualizzazioni di immagini esplicative da LIM o da libro.
A questo punto sottolineo che nelle cellule i nutrienti subiscono complesse trasformazioni chimiche che nel loro insieme costituiscono il metabolismo.
Spiego che:
il metabolismo comprende due fasi “accoppiate fra loro”:
processi anabolici che portano alla costruzione di molecole strutturali di riserva energetica e con funzione regolatrice (I processi anabolici richiedono energia);
processi catabolici, l'insieme dei processi che portano alla degradazione di molecole complesse in altre più semplici. I processi catabolici producono energia che viene utilizzata per i processi anabolici ed in parte si disperde sotto forma di calore.
Definisco, quindi, la nutrizione: come l'insieme dei processi anabolici e catabolici attraverso i quali l'organismo utilizza i principi nutritivi per soddisfare i propri bisogni energetici, plastici e bioregolatori.
Focus sulla differenza tra alimentazione e nutrizione
Eventuale pausa con visualizzazioni di immagini esplicative da LIM o da libro.
Chiarisco le FUNZIONI USANDO IMMAGINI CON LA LIM:
la funzione energetica è necessaria all'organismo per svolgere le attività fisiologiche come la respirazione, la circolazione del sangue, il battito cardiaco.
Essa, inoltre, assicura la vita di tutte le cellule del corpo, mantiene la temperatura corporea a valori costanti, assicura lo svogimento delle diverse attività muscolari.
Aggiungo che:
RispondiEliminai glucidi semplici (ad esempio il glucosio contenuto nello zucchero da tavola) forniscono energia in tempi rapidi rispetto ai glucidi complessi (ad esempio l'amido contenuto nella pasta, pane);
I lipidi (si trovano nel burro, lardo, oli vegetali) rappresentano la riserva energetica del corpo umano e si ritrovano nel tessuto adiposo sottocutaneo;
Le proteine in condizioni fisiologiche non vengono utilizzate per produrre energia. Il loro utilizzo come fonte di energia avviene solo nei casi in cui l'organismo non ha a disposizione glucidi o lipidi.
Spiego che la:
funzione plastica costruttiva consiste nel rinnovare o costruire le cellule dei tessuti dell'organismo. Questa funzione è svolta dalle proteine e dai lipidi e da alcuni sali.
Alimenti plastici sono il latte e i suoi derivati la carne, il pesce, le uova, i legumi secchi.
Concludo con il concetto di:
funzione bioregolatrice protettiva che consiste nella regolazione dei processi metabolici dell'organismo e delle attività cellulari affinchè avvengano correttamente. Essa è svolta prevalentemente dalle vitamine e dai sali minerali. Sono considerati alimenti protettivi e regolatori le verdure, e la frutta.
A questo punto spazio per chiarimenti più dettagliati a richiesta e conclusione. Qualora mi rendessi conto che i concetti non sono ben acquisiti darei, con elasticità spazio ad un'altra lezione.
PENULTIMA LEZIONE
MODELLO ISTRUTTIVO:
In quest'ultima lezione vorrei coinvolgere di più la classe. Pertanto decido di provare ad utilizzare un formato legato all'approccio tutoriale in particolare a modellamento/pratica guidata. Quindi mostro inizialmente agli allievi come operare, invitandoli ad osservare ed imitare.
Sottolineo subito, per cogliere la loro attenzione, che è molto importante che seguano questa prova, perchè servirà poi loro per preparare in cucina pasti ben equilibrati.
Chiarisco anche che una domanda fondamentale della verifica sara' incentrata sugli aspetti di questa lezione.
L'idea è semplicissima e banale, in pratica creo una tabella a tre colonne, nella prima colonna inserisco alcuni ALIMENTI, separandoli con una linea orizzontale, nella seconda inserisco i nutrienti, separandoli sempre con una linea orizzontale (glucidi semplici, complessi, lipidi, proteine, sali minerali, vitamine), nella terza la FUNZIONE (energetica, plastica, bioregolatrice).
Traccio delle frecce, di colore diverso, per collegare gli ALIMENTI ai PRINCIPI ALIMENTARI e questi ultimi alla loro FUNZIONE, appunto per fargli visualizzare quello che è poi l'obiettivo finale di queste complessive trasposizioni didattiche.
Invito, quindi, gli alunni ad immaginare altri ALIMENTI da inserire nella tabella, ad esempio chiedendogli di pensarne altri, anche quelli già citati nelle lezioni precedenti, dal sapore dolce, ad altre sostanze grasse oltre l'olio, (eccetera). Poi chiedo di cercare la composizione di ogni alimento tramite internet e riporto in tabella i nutrienti più rappresentati per ognuno di essi. A questo punto chiedo loro di provare a tracciare delle frecce che colleghino allo stesso modo ALIMENTI nutrienti FUNZIONE, chiaramente guidandoli se dovessero incontrare difficoltà e corregendoli in caso di risposte sbagliate.
Alla fine, una volta completata la tabella la invio ad ognuno, in modo che possano rivederla, eventualmente rielabolarla a casa.
ULTIMA LEZIONE:
RispondiEliminaMODELLO ISTRUTTIVO: Pratica guidata
L'ultima ora, insieme al collega di laboratorio di cucina, serve per fargli vedere delle diapositive con la LIM, che ben evidenziano le fasi, dall'inizio alla fine, per la preparazione di piatti funzionali. Durante la presentazione abbiamo volutamente seguito sempre un approccio di pratica guidata, partendo da immagini reali di alimenti ed immagini reali della loro funzione (funzione energetica: atleta in movimento – funzione plastica: muscoli, ossa, tessuti adiposi – funzione bioregolatrice: le immagini esteriori di persone disegnate con aspetto sano rispetto a persone dall'aspetto poco salubre, cercando di far loro collegare quanto prima esposto con la tabella.
I pasti finali evidenziati potevano avere anche avere più di una funzione.
Infine invio, via mail, agli alunni l'elenco delle conoscenze e delle abilità delle lezioni precedenti insieme all'obiettivo finale di queste lezioni, ed alle diapositive, invitandoli a ricollegare la tabella con le immagini ed a studiare quanto esposto nelle precedenti lezioni.
Dopo questa ultima fisso, appunto, la verifica alla prossima lezione anticipando che utilizzerò domande a risposta multipla relativamente alle conoscenze da acquisire, e due domande aperte, che avranno un peso maggiore sulle abilità e sugli obiettivi finali. Dopo il compito, chi non raggiungerà la sufficienza potrà provare a recuperare sicuramente con colloqui orali.
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RispondiEliminaAC02
RispondiEliminaRibadendo sempre il concetto, come accennato già in altri commenti, che la tecnologia sta ipnotizzando la nuova generazione e che la materia di educazione fisica risulta lo strumento fondamentale per facilitare l’avvicinamento allo sport tutti coloro che sono sedentari, l’idea progettuale che intendo proporre si basa sul gioco della pallamano e della pallacanestro.
TITOLO:
I fondamentali e le regole del gioco della pallamano e della pallacanestro.
DESTINATARI:
Alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado.
SPAZI UTILIZZATI:
aula, palestra, campo all’aperto.
MATERIALE:
libri di testo, LIM, Video, attrezzature sportive.
PERIODO:
Quattro mesi: gennaio/aprile.
Per poter lavorare su questa idea progettuale bisogna che gli alunni abbiano già maturato negli anni precedenti delle COMPETENZE DI RIFERIMERIMENTO (prerequisiti) , quali:
- Saper interagire con i coetanei e relazionarsi con il gruppo.
- Comprendere il valore delle regole delle regole e saperle rispettare.
- Essere consapevole delle proprie competenze motorie, sia nei punti di forza sia nei limiti.
- Utilizzare le abilità motorie e sportive acquisite adattando il movimento in situazione.
- Riconoscere, ricercare e applicare a se stessi comportamenti di promozione dello “ star bene” in ordine a un sano stile di vita e alla prevenzione
- Acquisizione e consolidamento degli schemi motori di base utilizzati anche in forma simultanea.
- Gioco/sport
OBIETTIVI FORMATIVI (ipotetici):
- Conoscere le caratteristiche dell’attività sportiva scolastica (avviamento alla pratica sportiva).
- Conoscere e applicare le regole del gioco.
- Padroneggiare i fondamentali.
- Rispettare sé stesso, gli altri e l’ambiente.
- Collaborare di squadra.
- Saper giocare e arbitrare una partita.
OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO:
- Padroneggiare le capacità coordinative adattandole alle situazioni richieste dal gioco in forma originale e creativa, proponendo anche varianti.
- Sa realizzare strategie di gioco, mette in atto comportamenti collaborativi e partecipa in forma propositiva alle scelte della squadra.
- Conoscere e applicare correttamente il regolamento tecnico degli sport praticati assumendo anche il ruolo di arbitro o giudice.
- Saper gestire in modo consapevole le situazioni competitive, in gara e non, con autocontrollo e rispetto per l’altro, sia in caso di vittoria sia in caso di sconfitta.
MEDIAZIONE DIDATTICA :
1. SCELTE DI CONTENUTO (da svolgere sia in aula sia in palestra):
- Presentazione attraverso materiale didattico, interattivo e pratico dell’attività da svolgere.
- Esercitazioni singole, a coppie e di gruppo con uso di attrezzi, tutte propedeutiche alla padronanza e alla tecnica dei fondamentali.
- Esercitazioni attraverso movimenti per la comprensione del gioco della pallamano e della pallacanestro.
- Partita.
2. SCELTE DI METODO:
- La lezione teorica (in aula) si basa prima su un modello di tipo esplorativo fornendo agli alunni del materiale multimediale da visionare (es. partita) in modo da anticipare l’argomento da trattare, poi su uno di tipo euristico prevedendo la cooperazione tra insegnante/alunno su ciò che è stato visionato e infine su un modello di tipo recettivo (o trasmissivo) col fine di trasmettere all’alunno tutte le conoscenze riguardanti i contenuti visionati precedentemente; il tutto con uso di LIM, materiale multimediale, ecc… ( durata 1 ora per sport).
- La lezione pratica (in palestra) si basa prima su un insegnamento di tipo metodologico,cioè orientato a fornire consegne di lavoro circa le attività che l’alunno deve compiere, e poi sul modellamento/pratica guidata, cioè attraverso l’esempio dimostrativo di come si deve fare;il tutto con uso di attrezzi specifici ( durata 14 ore per sport).
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EliminaVERIFICA E VALUTAZIONE RELATIVA ALL’IDEA PROGETTUALE SOPRA PUBBLICATA : I fondamentali e le regole del gioco della pallamano e della pallacanestro.
EliminaVERIFICA
Per la valutazione delle conoscenze e delle abilità relative ai contenuti propri degli argomenti trattati, la verifica si basa sia su prove scritte o orali e sia su prove pratiche.
Nel caso della prova scritta lo strumento di valutazione è il questionario a risposta aperta; nel caso di prova orale lo strumento di valutazione è l’interrogazione;mentre per la prova pratica lo strumento di valutazione è rappresentato dalla corretta esecuzione dei gesti tecnici sia durante l’esercizio sia in partita.
GRIGLIA DI VALUTAZIONE (è in decimi ed è unica sia per la prova scritta/orale sia per la prova pratica):
- Voto 9/10 (piena e completa padronanza delle competenze previste): l’alunno è in grado di memorizzare i concetti degli argomenti e di saper utilizzare un linguaggio tecnico /sportivo in modo eccellente. E’ abile ad eseguire correttamente i gesti tecnici sia in partita sia sotto forma di esercizi singoli.
- Voto 8 soddisfacente padronanza delle competenze previste: l’alunno presenta un’ottima padronanza degli argomenti utilizzando anche un linguaggio tecnico appropriato. Presenta un’ottima tecnica dal punto di vista motorio.
- Voto 7 (buona padronanza delle competenze previste): l’alunno si applica nell’ottenere una buona conoscenza generale degli argomenti utilizzando anche un linguaggio fluido. Presenta una buona padronanza motoria.
- Voto 6 (sufficiente padronanza delle competenze previste): l’alunno si impegna superficialmente a memorizzare concetti semplici degli argomenti utilizzando anche un linguaggio sufficiente; presenta qualche difficoltà dal punto di vista motorio.
- Voto 5/4 (insufficiente padronanza delle competenze previste): l’alunno non è in grado di memorizzare i concetti semplici degli argomenti; presenta carenze dal punto di vista motorio.
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RispondiElimina
RispondiEliminaL’unità di apprendimento che propongo presenta un percorso didattico che condurrà gli alunni alla scoperta degli sport di squadra, rispettando le regole ed imparando i fondamentali dei diversi sport, partendo dal gioco.
TITOLO “Cooperare nei giochi di squadra : ruoli, tattiche e regole”.
DESTINATARI
Alunni delle classi seconde della Scuola Secondaria di I Grado
COMPITO
Giocare costruttivamente con gli altri in un’ attività sportiva di squadra( pallavolo ,pallamano , pallacanestro semplificati, calcio a 5, go back).
Obiettivi specifici di apprendimento
Saper modificare i propri automatismi per arrivare a padroneggiare diverse capacità coordinative adattandole alle situazioni richieste dal gioco anche in modo creativo;
Saper utilizzare e trasferire le abilità coordinative acquisite per la realizzazione dei gesti tecnici;
Partecipare in forma attiva alla scelta di strategie di gioco e alla loro realizzazione (tattica) adottate dalla squadra mettendo in atto comportamenti collaborativi;
Conoscere e applicare correttamente il regolamento tecnico dei giochi sportivi, assumendo anche il ruolo di arbitro e/o funzioni di giuria.
Obiettivi formativi :
Modificare le proprie azioni in rapporto a quelle degli altri compagni;
Cambiare il modo di utilizzare lo spazio ed eseguire i fondamentali correttamente;
Partecipare e sperimentare sul campo attraverso la partita le proprie attitudini e capacità;
Conoscenze :
Conoscere ed acquisire capacità coordinative e condizionali;
Conoscere le regole ed i gesti arbitrali più importanti dei giochi e sport praticati, la terminologia e gli elementi tecnici e tattici essenziali;
Gestire al meglio le proprie abilità tecniche e partecipare attivamente alla scelta delle tattiche di gioco;
Abilità :
Saper impegnarsi per svolgere un ruolo attivo utilizzando al meglio le proprie abilità;
Saper relazionarsi e coordinarsi con gli altri , rispettando le regole stabilite e scoprendo quanto il successo di squadra richieda anche l’impegno e il sacrificio individuale;
Saper svolgere concretamente le conoscenze tecniche e pratiche acquisite;
Rispettare il codice deontologico dello sportivo e le regole delle discipline sportive praticate
Attività
Le lezioni prevedono una parte teorica riguardante le regole degli sport e anche la storia di ciascun gioco.
Le lezioni pratiche riguarderanno esercizi e giochi propedeutici nei quali gli alunni lavoreranno prima in coppie, poi in mini gruppi e poi in vere e proprie squadre;
Giochi Pre-sportivi: palla rilanciata, palla prigioniera, svuota campo;
Giochi Sportivi : pallavolo ,pallamano , pallacanestro semplificati, calcio a 5, go back.
Scelte di metodo e metodologia :
Formato della lezione
Lezione di teoria : frontale
Lezione pratica : metodo induttivo e deduttivo
Lavoro cooperativo (gruppi con modalità di lavoro definite e predisposte)in palestra
Conduzione di dibattiti e interazioni verbali, soprattutto in palestra
Altre attività ( uscite, spettacoli, competizioni…) tornei istituto
Lezione interattiva:
Alcune lezioni vedranno l’ utilizzo di lim, verranno mostrati video di spezzoni di partite relative agli sport in questione; successivamente la classe sarà divisa in gruppi che si occuperanno ognuno di ideare un lavoro riguardante un fondamentale( gesto tecnico) dello sport, proponendo una serie di esercizi propedeutici; ogni gruppo eseguirà il proprio progetto praticamente in palestra rispondendo a dubbi e curiosità da parte di compagni e insegnante
Strumenti
Lim, libri di testo, video, attrezzi;
Spazi: aula , paestra;
Campo di pallavolo, di pallacanestro, di pallamano;
Campo da calcio a 5 e campo da goback ( campi da minitennis, 2 contro 2 ) ;
Piccoli attrezzi codificati (palle e palloni di varie dimensioni, go-back
Tempi
In ogni lezione sarà dedicato, possibilmente ,un momento al gioco di squadra. I vari giochi saranno ripartiti durante tutto l’anno scolastico , privilegiando quelli maggiormente motivanti ed interessanti per gli allievi.
AC02
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RispondiEliminaStefano Tudino AC02
RispondiEliminaUNITA’ DIDATTICA
Disciplina: Scienze motorie e sportive
Modulo (OSA): il gioco, lo sport, le regole, il fair play
Titolo: Teoria e tecnica della Pallacanestro.
Destinatari: 4A Scuola secondaria di secondo grado
Alunni: 20 (15 maschi e 5 femmine)
Ore previste: 14 (Ottobre-Novembre)
Obiettivo Formativo:
Apprendere le abilità motorie di base della pallacanestro e conoscere le principali regole, con lo scopo di partecipare attivamente allo specifico gioco di squadra.
Conoscenze:
1. Pallacanestro:gioco con regole codificate.
2. Tecnica del palleggio, passaggio, entrata in terzo tempo, tiro piazzato.
3. Tecnica di gioco:dai e vai , dai e segui.
4. Tecnica di difesa: difesa a uomo.
5. Tecnica di difesa: difesa a zona.
6. Arbitraggio: saper arbitrare in modo elementare le principali infrazioni: passi, palleggio, doppio palleggio, infrazione di campo infrazione di fuori campo, 8 secondi.
Abilità:
a) Gestire lo spazio in situazioni di gioco complesse.
b) Eseguire i fondamentali individuali e le tecniche di gioco specifiche .
c) Riconoscere le infrazioni di gioco.
d) Affrontare i problemi che sorgono nel gioco apportando il proprio contributo personale in base alle proprie capacità specifiche, spendendosi per la buona riuscita dell’attività svolta.
e) Assumere un ruolo più confacente alle proprie qualità motorie in squadra.
f) Utilizzare il lessico specifico della disciplina.
g) Rispettare il compagno anche se non sempre è in grado di soddisfare aspettative minime di gioco.
h) Riconoscere l’importanza del gioco di squadra a discapito dell’affermazione personale.
i) Riconoscere come la competizione nel rispetto delle regole crei socializzazione e rispetto reciproco oltre che affermazione di personalità.
Sviluppo metodologico (formati):
Lezione frontale.
Spiegazione e dimostrazione
Lavoro individuale a coppie e a piccoli gruppi.
Utilizzo di alunni più esperti per dimostrazioni e aiuto ai compagni in difficoltà.
Piccole gare e staffette, partite e mini-tornei.
Architetture:
Trasmissiva-ricettiva
Simulativa
Esploratoria
Collaborativa
Strutture e materiale:
Palestra, aula, libro di testo, attrezzature sportive, supporti multimediali.
Riferimenti per la verifica:
Osservazione delle abilità acquisite durante le attività.
Miglioramento delle abilità rispetto alla situazione di partenza.
Partecipazione attiva alle attività didattiche, analisi dei comportamenti individuali, di collaborazione, di aiuto e di sostegno ai compagni in difficoltà.
Prove pratiche, specifiche , in itinere.
Test motori e di coordinazione.
Griglia di valutazione:
4: Obiettivo non raggiunto; esecuzione non riuscita; nessuna conoscenza delle regole della pallacanestro.
5: Obiettivo parzialmente raggiunto; esecuzione difficoltosa e parziale; parziale conoscenza delle regole della pallacanestro.
6: Obiettivo raggiunto in modo sufficiente; esecuzione accettabile, ma sono presenti alcuni errori di coordinazione motoria; sufficiente conoscenza delle regole della pallacanestro.
7/8: Obiettivo raggiunto in modo soddisfacente; buona esecuzione, coordinato il movimento, ma con qualche disarmonia; buona conoscenza delle regole della pallacanestro.
9/10: Obiettivo completamente raggiunto; ottima esecuzione, coordinato e armonico il movimento; conoscenza completa delle regole della pallacanestro.
Nella vita di tutti i giorni, i ragazzi non sono abituati a muoversi molto. Per spostarsi da un luogo ad un altro prendono spesso i mezzi di trasporto, oppure stanno comodamente seduti nella macchina dei genitori.
RispondiEliminaÈ proprio per questo che ho scelto un’idea progettuale volta ad aiutare i ragazzi a vincere la pigrizia e a sviluppare una nuova mentalità in cui il piacere di muoversi diventi un aspetto di primaria importanza.
La seguente proposta di lavoro, che ha come obiettivo il miglioramento della capacità di resistenza, è diretta a una classe seconda della scuola secondaria di primo grado.
Compito unitario.
Costruire e seguire un programma personalizzato di allenamento della capacità di resistenza utilizzando le proprie conoscenze tecnico-scientifiche.
Competenza.
Riconosce, ricerca e applica a se stesso comportamenti di promozione dello “star bene” in ordine a un sano stile di vita e alla prevenzione.
Obiettivi di apprendimento.
Essere in grado di conoscere i cambiamenti morfologici caratteristici dell’età e
applicarsi a seguire un piano di lavoro consigliato in vista del miglioramento delle
prestazioni.
Essere in grado di distribuire lo sforzo in relazione al tipo di attività richiesta e di
applicare tecniche di controllo respiratorio e di rilassamento muscolare a conclusione
del lavoro.
Praticare attività di movimento per migliorare la propria efficienza fisica riconoscendone i benefici.
Obiettivi formativi.
L’alunno:
• conosce e sperimenta varie metodologie di allenamento della capacità di resistenza.
• conosce le proprie capacità fisiche e in base a queste programma un esercizio.
• comprende l’importanza di un’attività fisica regolare e programma una tabella di lavoro.
La capacità di resistenza è molto importante in quanto diventa uno degli aspetti che caratterizzano gli sport e i giochi in generale: chi la possiede, infatti, affronta meglio il carico di lavoro richiesto nelle attività fisiche.
Nella scuola si ha di solito a che fare con alunni piuttosto svogliati, un po’ pigri, che non amano muoversi e faticare, mentre la capacità di resistenza comporta inevitabilmente qualche sforzo e sacrificio.
Un aspetto fondamentale, quindi, è far comprendere innanzitutto l’importanza di tale capacità e i motivi per cui la si deve allenare: il pensiero di poter migliorare anche la prestazione nei vari sport, grazie ad una buona resistenza, potrebbe infondere negli alunni maggior volontà di sacrificio. Inoltre, non bisogna sottovalutare le modalità di lavoro proposte ai ragazzi di questa età: organizzare giochi in cui si allena la resistenza è, a mio avviso, un’ottima risorsa in quanto gli alunni non penseranno direttamente a ciò che stanno eseguendo ma all’obiettivo del gioco, ragion per cui il lavoro risulterà più leggero in quanto verranno “distratti” dal gioco in sé. Oltre al gioco saranno utilizzati metodi di allenamento specifici più opportuni, rappresentati da: l’allenamento di durata a ritmo uniforme e il Fartlek.
Fase 1. Nella prima fase dunque saranno predisposte alcune lezioni teoriche nelle quali gli alunni imparano la definizione di capacità di resistenza, i vari tipi, i fattori che la influenzano e i metodi di lavoro pratico più conosciuti. In seguito, sulla base degli appunti presi a lezione, compilano una scheda proposta dal docente (oppure, progettata dagli alunni), in cui vengono riassunte tutte le nozioni teoriche riguardanti la capacità di resistenza.
Un esempio può essere il seguente:
CAPACITÁ DI RESISTENZA
Definizione: Capacità di resistere alla fatica senza che vi sia un calo nell’efficienza fisica e/o psichica.
Tipologia:
1. Generale – Locale
2. Aerobica – Anaerobica
3. Breve – Media – Lunga durata
4. Alla forza
5. Alla rapidità
Fattori influenzanti:
- Fisiologici:
- Psicologici:
- Coordinativi:
Metodi di allenamento:
- Carico prolungato a ritmo costante:
- Carico prolungato a ritmo variabile (Fartlek):
- Intervalli intensivi:
- Intervalli estensivi:
- Ripetute:
- Gioco:
EliminaQuesta scheda viene poi sottoposta come verifica intermedia per monitorare le conoscenze apprese dagli studenti, nonché la loro capacità di prendere appunti e/o cercare informazioni utili su un determinato argomento.
Dopo aver concluso questa prima parte destinata all’acquisizione teorica dei fondamentali sulla capacità di resistenza, si passa a proposte pratiche in cui gli alunni sperimentano le varie metodologie di lavoro imparando a comprendere i propri limiti fisici e a riconoscere i miglioramenti raggiunti da un allenamento all’altro.
Per meglio comprendere la capacità di resistenza degli alunni, vengono proposti giochi in cui questa influenza fortemente la prestazione individuale.
Come accennato precedentemente, per far lavorare i ragazzi senza che questi si rendano conto del compito faticoso che stanno svolgendo, vengono proposti giochi coinvolgenti in cui la tensione del risultato va a “coprire” la sensazione di stanchezza. I giochi da proporre possono essere i classici Ce l’hai!, la Bandiera con i numeri, Guardie e ladri, Palla prigioniera… Tutti i giochi menzionati possono essere usati nella loro forma classica oppure cambiando regole di volta in volta, facendo aumentare man mano il tempo di lavoro o aumentandone l’intensità. Questi ultimi aspetti vanno valutati in base alla classe e al feedback ricevuto dagli alunni: in presenza di molti studenti con ridotta capacità di resistenza si procederà con cautela, mentre nel caso in cui gli allievi rispondano bene alle proposte e siano “in forma” si può decidere in qualsiasi momento di intensificare nei modi opportuni qualsiasi gioco.
A conclusione di questa prima fase del lavoro l’alunno avrà imparato che cosa significa tecnicamente allenare la resistenza e avrà iniziato un approccio pratico che gli consentirà sia di acquisire maggiore confidenza col proprio corpo in situazione di lavoro sia di comprendere i limiti fisici personali cercando di superarli.
Fase 2. Nella seconda fase gli alunni eseguiranno giochi in cui la resistenza è allenata principalmente attraverso la corsa. Questa fase risulta essere un passaggio dall’allenamento sotto forma ludica, a basso impatto emotivo e poco specifico ma altamente motivante, ad un allenamento vero e proprio che verrà poi impiegato come metodo di lavoro nella terza e conclusiva parte di questa unità di apprendimento.
Caratteristica principale delle proposte deve essere ancora l’aspetto ludico, quindi tutto ciò che può risultare allenante ma al tempo stesso “giocoso” può rappresentare un valido aiuto nel raggiungimento di una buona capacità di resistenza. A questo proposito risultano utili le seguenti attività:
– correre su un tragitto prestabilito caratterizzato da diverse andature e direzioni;
– predisporre diversi percorsi di corsa in cui si possono incontrare i propri compagni e dare o ricevere la precedenza;
– correre su vari tipi di terreni e pendenze;
– predisporre un labirinto;
– correre su figure stabilendo un tempo specifico per raggiungere i vertici in modo tale che gli allievi si allenino al senso del tempo (nel caso in cui l’alunno arrivi prima si fermerà in souplesse aspettando il segnale per ripartire). A tal scopo si può predisporre un lavoro personalizzato in cui si decide quale figura seguire in base alle proprie performance di lavoro e al proprio livello di resistenza.
EliminaFase 3. Nella terza fase si passa quindi all’allenamento vero e proprio della capacità di resistenza, in cui gli alunni sperimentano su se stessi ciò che hanno imparato teoricamente, applicano cioè praticamente i metodi di allenamento studiati. Viene introdotta la spiegazione di alcuni termini fisiologici quali: capacità cardiaca, portata cardiaca, funzionalità polmonare, capillarizzazione, trasporto dell’ossigeno, potenza aerobica e massimo consumo di ossigeno, acido lattico, frequenza cardiaca a riposo, sotto sforzo e in situazione di recupero, stretching, recupero attivo e/o passivo. Si predispone poi una scheda, da compilare a cura degli alunni, in cui ciascuno deve programmare un allenamento che verrà svolto non soltanto durante le ore di Educazione fisica ma anche nei pomeriggi liberi dopo la scuola. L’allievo può proporre un lavoro sia di durata a velocità costante, sia Fartlek; il docente, in base alla forma fisica dell’alunno e alla sua capacità organizzativa, deciderà quale dei due metodi riterrà opportuno far seguire.
Un esempio di scheda potrebbe essere il seguente:
PIANO DI LAVORO INDIVIDUALE: CAPACITÁ DI RESISTENZA
Nome:
Cognome:
Classe:
Data:
Percorso:
Minuti di corsa:
F.c. riposo:
F.c. fine lavoro:
F.c. dopo 1’:
Sensazioni provate:
L’alunno, lavorando individualmente o in un gruppo con pari performance fisiche, attraverso la compilazione della scheda di lavoro si rende conto dei propri progressi in quanto può così constatare che la frequenza cardiaca e i minuti di lavoro migliorano man mano che l’allenamento procede.
Alla fine del lavoro si può predisporre in classe un confronto sulle sensazioni provate riflettendo sui miglioramenti riscontrati dopo il periodo di allenamento.
Diventa utile, come feedback per il docente, una scheda contenente alcune domande specifiche alle quali ciascun alunno dovrà rispondere individualmente, esprimendo anche il proprio punto di vista e i propositi personali per il futuro.
1. Come hai affrontato l’allenamento?
2. Sei migliorato rispetto alla tua situazione iniziale?
3. Sei rimasto soddisfatto dei risultati ottenuti? Perché?
4. All’inizio dell’allenamento che obiettivi volevi raggiungere?
5. Sei riuscito nell’intento?
6. Credi che un allenamento del genere sia importante nella tua vita?
7. Come ti senti ora?
8. Hai avuto timore di non farcela? Perché?
9. Cosa ti ha fatto andare avanti e ti ha permesso di avere buoni risultati?
10. In che cosa senti di essere migliorato?
Verifica, valutazione, monitoraggio.
EliminaNella prima fase del lavoro lo strumento di verifica è la corretta compilazione della scheda tecnica sulla capacità di resistenza: l’attenzione mostrata durante la lezione e la capacità di ricerca delle informazioni costituiscono i punti fondamentali.
Nella seconda fase risulta importante il grado di partecipazione di ciascun alunno alle proposte pratiche; vengono stabiliti a priori obiettivi di lavoro individualizzati in base al loro grado si allenamento.
Nella terza fase risulterà importante sia il lavoro svolto durante le lezioni e a casa sia la compilazione della scheda, da quest’ultima sarà possibile rilevare e valutare anche il grado di miglioramento fisico ottenuto da ciascuno.
Voto 4-5: L’alunno non ha acquisito una sufficiente conoscenza degli aspetti fondamentali della capacità di resistenza, non è capace di distribuire lo sforzo in base all’intensità di lavoro richiesto ed ha svolto il proprio allenamento con scarso impegno.
Voto 6: L’alunno ha acquisito la conoscenza basilare degli aspetti fondamentali della capacità di resistenza, conosce i propri limiti fisici e distribuisce lo sforzo in base all’intensità di lavoro richiesto, ha svolto il proprio allenamento apportando qualche miglioramento rispetto alla propria condizione iniziale ed è consapevole dell’importanza di una costante attività di resistenza.
Voto 7-8: L’alunno ha acquisito una buona conoscenza della capacità di resistenza, conosce e si impegna a superare i propri limiti fisici attraverso l’allenamento e distribuisce lo sforzo durante l’esercizio, ha svolto in il proprio allenamento con impegno migliorando le proprie prestazioni rispetto alla condizione iniziale ed è consapevole dell’importanza di una costante attività di resistenza.
Voto 9-10: L’alunno ha acquisito una conoscenza approfondita della capacità di resistenza, conosce e supera i propri limiti fisici attraverso l’allenamento e distribuisce lo sforzo durante l’esercizio con l’obiettivo di migliorarsi continuamente, ha svolto in maniera ottimale il proprio allenamento apportando miglioramenti significativi rispetto alla propria condizione iniziale e ne è consapevole, desidera mantenere la propria performance di resistenza conoscendo gli effetti positivi di un suo allenamento.
Trovo la tua idea progettuale molto interessante e ben strutturata. Concordo pienamente sul concetto che i ragazzi di oggi “non sono abituati a muoversi”. La capacità di resistenza è alla base di qualsiasi attività fisica, spesso gli alunni non sono capaci di gestire le proprie energie modulando l’intensità degli sforzi per raggiungere determinati obiettivi, non comprendono i loro limiti fisici. Ritengo che sia un’ottima decisione proporre inizialmente dei giochi ludici per poi arrivare alla fase finale con dei veri e propri allenamenti strutturati dagli alunni stessi in modo che possano sperimentare le nozioni acquisite. Complimenti per la tua idea progettuale!
EliminaLa mia idea progettuale è una unità di apprendimento sulle “CAPACITA’ COORDINATIVE”. Le capacità coordinative sono numerose e complesse e ciascuna attività fisica richiede elementi di coordinazione particolari. Per esempio un salto nella ginnastica artistica necessita di una sequenza motoria differente da un salto in alto, da un salto per la schiacciata nella pallavolo o per il tiro in terzo tempo nella pallacanestro. Essere coordinati significa saper eseguire determinati movimenti in modo armonioso, fluido ed economico rispettando la spazialità e la scansione temporale. Per tali motivi ritengo le capacità coordinative fondamentali e alla base di qualsiasi attività fisica.
RispondiEliminaDESTINATARI: alunni delle classe prime della scuola secondaria di I grado.
TEMPI: 8 lezioni, due teoriche e 6 pratiche (palestra).
STRUMENTI: LIM, libro di testo, attrezzi ginnici (funicelle, tappetini, coni, palloni, ecc).
SPAZI: aula e palestra.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO:
• Saper utilizzare e trasferire le abilità per la realizzazione dei gesti tecnici dei vari sport;
• Saper utilizzare l’esperienza motoria acquisita per risolvere situazioni nuove o inusuali;
• Utilizzare e correlare le variabili spazio-temporali funzionali alla realizzazione del gesto tecnico in ogni situazione sportiva.
CONOSCENZE:
• Informazioni principali relative alle capacità coordinative sviluppate nelle abilità;
• Conoscere gli elementi che servono a mantenere l’equilibrio e le posizioni del corpo che lo facilitano;
• Riconoscere nell’azione del corpo le componenti spazio-temporali;
• Riconoscere strutture temporali più complesse.
ABILITA’:
• Utilizzare efficacemente le proprie capacità durante le attività proposte (accoppiamento e combinazione, differenziazione, equilibrio, orientamento, ritmo, reazione, trasformazione, ecc);
• Essere in grado di utilizzare le posizioni più adatte dei diversi segmenti corporei per affrontare situazioni complesse di disequilibrio su oggetti di difficile controllo;
• Utilizzare le variabili spazio – temporali nella gestione di ogni azione;
• Realizzare movimenti e sequenze di movimenti su strutture temporali sempre più complesse.
COMPETENZE:
• Utilizzare il sistema percettivo per elaborare risposte motorie rispettando i parametri spazio-temporali;
• Sa applicare esercizi ginnici specifici e funzionali.
METODOLOGIA:
• LEZIONI TEORICHE: anticipativa e metodologica;
• LEZIONI PRATICHE: metodologica e modellamento/pratica guidata;
ARCHITETTURE: comportamentale (o direttivo-interattiva) e collaborativa.
ATTIVITA’:
LEZIONE TEORICA: descrizione e classificazione delle capacità coordinative con la LIM, con visione di video per ogni singola capacità coordinativa; anticipazione delle lezioni pratiche che si svolgeranno in palestra.
LEZIONE PRATICA: esercizi singoli, a coppie e in gruppo sulle diverse capacità coordinative, inizialmente l’esercizio viene dimostrato dall’insegnante o eventualmente dall’alunno più bravo poi viene eseguito da tutti. L’insegnate darà delle indicazioni all’alunno sull’esecuzione degli esercizi.
VERIFICA
RispondiEliminaLa verifica si baserà su una prova scritta, su una prova pratica e su una prova orale.
PROVA SCRITTA: somministrazione di un test a risposta multipla costituito da 20 domande sugli argomenti trattati a lezione.
PROVA PRATICA: somministrazione di una batteria di test motori relativi alle capacità coordinative.
PROVA ORALE: discussione della prova scritta con relative domande sulle eventuali risposte sbagliate; domande sugli argomenti trattati a lezione; considerazione della collaborazione e dell’impegno dell’alunno durante le lezioni.
VOTO FINALE: è dato dalla somma delle tre prove (scritta, pratica e orale).
•VOTO 9-10: presenta un’ottima coordinazione; esegue azioni complesse in modo autonomo e corretto; Rispetta le regole dei giochi, delle gare e delle attività; Collabora e partecipa sempre con autocontrollo e sana competizione.
•VOTO 7-8: presenta una buona coordinazione; esegue azioni complesse in modo autonomo; Rispetta le regole dei giochi, delle gare e delle attività; Collabora e partecipa in modo quasi sempre positivo, con autocontrollo e sana competizione.
•VOTO 6: presenta una sufficiente coordinazione; esegue azioni semplici in modo autonomo; Non sempre rispetta le regole dei giochi, delle gare e delle attività; Collabora e partecipa in modo incostante.
•VOTO 4-5: presenta una insufficiente coordinazione; esegue con difficoltà azioni semplici; Raramente rispetta le regole delle attività; Collabora e partecipa con molta difficoltà.
Ho deciso di commentare la tua idea progettuale perché hai trattato un argomento a mio avviso molto importante e decisivo, soprattutto in quella fascia di età (11-12 anni), per quanto riguarda lo sviluppo motorio di quelle capacità che nella scuola primaria vengono trattate poco e in modo non adeguato. Sappiamo tutti che le capacità coordinative sono alla base del movimento, qualunque esso sia, e lavorare su questa strada secondo me è l'obiettivo principale se si ha a che fare con ragazzi delle scuole secondarie di I grado. Ritengo che la tua unità di apprendimento sia molto valida e ben strutturata, con molteplici approcci metodologici che danno all’alunno un bagaglio di esperienze molto vasto e diversificato.
EliminaParte Prima: Vincenzo Lecce A074
RispondiEliminaCiao a tutti.
La lezione che presento riguarda la classifica SEUROP.
Non ho ancora avuto esperienze di insegnamento, a parte la parentesi del tirocinio diretto di questo TFA.
Nel caso avrò la possibilità di insegnare, organizzerei il mio lavoro didattico partendo dalla programmazione annuale suddividendola in moduli che a loro volta saranno composti da unità didattiche.
In particolare l’argomento da me scelto è un modulo della programmazione di zoognostica del IV anno.
L’argomento è stato scelto perché esprime il risultato del lavoro dell’allevatore. La competenza nella valutazione commerciale della carne è l’apice di buone pratiche agronomiche e nutrizionali in diversi mesi di lavoro dell’allevatore.
DESTINATARI
Classe IV Istituto Tecnico Agrario.
MODULO
Classificazione Carcasse Bovine Tramite Tabella Comunitaria SEUROP.
Prerequisiti necessari.
Per affrontare i contenuti del programma gli alunni devono avere una base di conoscenze di anatomia animale (in particolare dei bovini) e di alcuni tagli commerciali.
ANALISI SITUAZIONE DI PARTENZA
Per rilevare i prerequisiti relativi alla situazione di partenza si utilizzeranno: prove di ingresso, tecniche di osservazione, colloqui con gli alunni. Nello specifico le prove utilizzate per la rilevazione dei requisiti iniziali saranno verifiche orali e scritte, test d’ingresso a risposta multipla.
CONTENUTI DEL PROGRAMMA
Il modulo è suddiviso nelle seguenti Unità didattiche: Le categorie di appartenenza; La conformazione delle carcasse: profilo e sviluppo muscolare; Lo stato di ingrassamento
TEMPI
Il modulo della classifica SEUROP si svolgerà nei mesi di marzo - maggio 2015. Tenendo in considerazione vacanze pasquali e viaggi di istruzione, il modulo si articolerà in tre unità didattiche.
I tempi previsti per lo svolgimento degli argomenti e delle prove di verifica, atte a valutare il raggiungimento degli obiettivi relativi a ogni singola unità didattica, sono pari a 8 ore di lezione cosi ripartite:
- verifica dei prerequisiti: 1 ora
- lezione frontale espositiva: 20 minuti circa
- Lezione dialogica - interattiva: 40 minuti circa
- attività di esercitazioni: 2 ore
-visita aziendale 2 ore
- verifica finale: 1 ora
- eventuale recupero: 1 ora
Parte Seconda Vincenzo Lecce A074
RispondiEliminaOBBIETTIVI
Conoscenze: Catena di macellazione; Apparato riproduttore bovini; Apparato digerente; Apparato scheletrico e muscolare dei bovini; Principali tagli commerciali delle carni bovine.
Abilità’: Analizzare le mezzene bovine nel loro insieme; Analizzare singole parti anatomiche delle mezzene bovine; Distinguere le varie categorie di carcasse rispetto ad altre; Valutare la Conformazione muscolare; Valutare lo stato di ingrassamento.
Competenze: Saper utilizzare correttamente il linguaggio specifico; Riconoscere nelle mezzene bovine le differenze anatomiche tra i maschi e le femmine; Riconoscere nelle mezzene bovine le differenze anatomiche in base all’età; Individuare la classe muscolare in base alla regola del “due su tre e tre su tre”; Valutare la copertura adiposa e quindi individuare la classe di ingrassamento.
TRAGUARDI
Saper effettuare delle classificazioni.
PER IL RAGGIUNGIMENTO DELLE COMPETENZE SI INTENDONO PERSEGUIRE LE SEGUENTI:
Strategie:
-Porre l’alunno al centro del processo d’insegnamento-apprendimento, valorizzandone le potenzialità positive;
-Illustrare i percorsi didattici, gli obiettivi e i criteri di valutazione;
-Equilibrare il carico del lavoro assegnato ;
-Esercitazioni collettive.
Attività:
Visite aziendali; ricerca guidata; produzione di materiali cartacei e/o in Power Point.
Metodologie:
Lezione espositiva; Lezione euristica; Metodo esperenziale; Ricerca individuale e/o di gruppo; Scoperta guidata; Lavoro di gruppo.
MEZZI DIDATTICI
Libro di testo: Titolo ZOOGNOSTICA, Vol. UNICO, Casa Editrice EDAGRICOLE, Autore BALASINI D.;
Computer; LIM Lavagna luminosa; Videocamera; Sussidi multimediali; Riviste; Testi di consultazione; Fotocopie; Uscita didattica presso stabilimento di macellazione.
MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DELLE LEZIONI
Nella prima fase della lezione presento i contenuti del programma attraverso lezioni frontali con la proiezione di slide utilizzando la LIM presente in classe, inoltre si effettuano ricerche in rete di materiali attinenti.
Gli argomenti del corso verranno affrontati con modalità interattive. Gli alunni saranno sollecitati durante la lezione a ragionare selezionando i materiali proposti per poter interagire. Subito dopo verranno proposte delle domande sia per rinforzare quanto spiegato che per verificare il trasferimento delle conoscenze.
Si effettueranno anche uscite didattiche presso stabilimenti di macellazione per mettere in pratica quanto spiegato.
Consegnerò copie degli argomenti trattati, da me redatti e sintetizzati, da studiare come esercizio di approfondimento e di successiva verifica.
Dopo aver letto alcune presentazioni, ho deciso di commentare questa unità di apprendimento perché è anche oggetto della mia classe di concorso. Non avendo ancora avuto esperienze di insegnamento, ritengo che confrontarsi con altri docenti sia un momento di crescita professionale. Dal punto di vista strutturale, ritengo che l’unità di apprendimento sia ben organizzata, completa e chiara. Molto curata è poi la parte inerente alla metodologie. Ho notato che i vari formati delle lezioni hanno tutte un tempo prestabilito e tale ottimizzazione delle ore, per me, indica una buona organizzazione del lavoro. Punti di forza: esecuzione di una valutazione dei prerequisiti prima dell’applicazione dell’U.A.; promozione di confronti e discussioni in classe tesi a favorire nell’allievo lo sviluppo critico di idee proprie; utilizzo della LIM per la proiezione di immagini a supporto della lezione. In questa unità di apprendimento, che nel complesso ho molto apprezzato, poche sono le criticità da evidenziare. Personalmente avrei lasciato più spazio alla lezione frontale e alla cooperazione con attività in gruppo.
EliminaD'Amico Maurizio A058
Salve,
RispondiEliminatenendo conto delle architetture e dei formati d’istruzione, propongo un’idea progettuale relativa alla mia classe di concorso AC02, in particolare ho deciso di soffermarmi su una capacità condizionale, ovvero la resistenza aerobica. La mia idea verrà rivolta alla classe prima di una scuola secondaria di secondo grado; visto che si parla di una capacità del nostro fisico, potrà essere coinvolto anche il professore di scienze, il quale spiegherà il funzionamento del corpo umano sia da un punto di visto anatomico che fisiologico. L’obiettivo di questa idea progettuale è quello di iniziare ad allenare i ragazzi in modo da prepararli per un eventuale gara di corsa campestre d’Istituto. Nel dettaglio l’unità didattica e cosi composta:
Titolo: RESISTENZA AEROBICA
Anno scolastico: 2014/15
SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO.
Classe:1° A
Periodo: SETTEMBRE/OTTOBRE/NOVEMBRE
Insegnamenti coinvolti: SCIENZE MOTORIE/SCIENZE
Alunni destinatari: LA CLASSE
Standard di competenze di riferimento:
- Impiegare in modo sano e gratificante le proprie energie fisiche, con attività sportive motivanti.
- Conoscere il corpo e il suo funzionamento.
- Padroneggiare le abilità che consentono la pratica sportiva.
- Impegnarsi a promuovere, per sé e gli altri, un benessere fisico.
- Distribuire in modo corretto le attività motorie e sportive nell’arco della giornata.
Obiettivi Formativi:
- Fare un’esperienza di attività aerobica e imparare a leggere i messaggi del proprio corpo.
- Comprendere i principi necessari per migliorare le proprie capacità motorie, il significato e il valore della frequenza cardiaca e respiratoria, i criteri per migliorare le proprie prestazioni attraverso l’esercizio fisico, i benefici per la crescita e la salute.
- Imparare a porsi degli obiettivi relativi alla corsa: aumentare in modo ragionevole il tempo di corsa, predisporre semplici percorsi di allenamento.
- Trovare piacevole correre e fare attività fisica con i compagni.
Obiettivi specifici di apprendimento:
SALUTE E BENESSERE, PREVENZIONE E SICUREZZA
- Saper realizzare delle tecniche di miglioramento delle capacità condizionali (forza, resistenza, velocità e mobilità articolare).
- Conoscere gli effetti delle attività motorie e sportive per il benessere della persona e la prevenzione delle malattie.
- Saper modificare e distribuire il carico motorio sportivo secondo i giusti parametri fisiologici e rispettare le pause di recupero.
- Saper relazionarsi positivamente con il gruppo rispettando le diverse capacità, le esperienze pregresse, le caratteristiche personali.
- Saper sperimentare piani di lavoro personalizzati
Scelte di contenuto:
- Presentazione attraverso materiale didattico, interattivo e pratico dell’attività da svolgere.
- Spiegare la pratica sportiva e salute.
- Cos’è la resistenza aerobica.
- Come si misura la frequenza cardiaca.
- Allenare la resistenza attraverso il metodo continuo e il metodo intervallato.
- Preparare un circuito per l’allenamento della corsa di resistenza.
- Partecipare alla campestre d’Istituto.
Scelte di metodo:
Architetture
- Trasmissiva-ricettiva: l’allievo assorbe conoscenze e abilità dalla trasmissione delle informazioni da parte del professore.
- Simulativi: comprende la vasta categoria dell’impiego della simulazione attraverso immedesimazione fisica.
Formati
- Lezione espositiva: l’insegnante espone i contenuti con la caratteristica principale della linearità-sequenzialità della presentazione dei dati.
- Approccio tutoriale attraverso istruzione programmata: il percorso di apprendimento viene suddiviso in piccole unità di conoscenze (dal semplice al complesso) accompagnata da domande o esercizi con possibilità di controllo immediato delle risposte.
- Modello/pratica guidata: l’insegnante mostra come si deve fare, come si applica una procedura, assumendo le caratteristiche di un tutoring potendo utilizzare anche supporti tecnologici.
Tempi: 3 mesi (sett/ott/nov) – 24 ore
Modalità di verifica:
RispondiElimina- Test scritto e pratico.
- Test dei 7 minuti in palestra: correre a ritmo costante per sette minuti, cercando di compiere il massimi numero di giri attorno al perimetro del campo di pallavolo. Allo scadere dei sette minuti bisogna annotare i giri percorsi.
- Test di Cooper: prevede che si corra per 12 minuti cercando di coprire la massima distanza possibile.
Modalità di valutazione:
- Test dei 7 minuti in palestra: si valuta la capacità di resistenza aerobica su media distanza; in base al numero di giri effettuati verrà assegnato il voto in base ad una tabella di riferimento
Maschi: 18-20 giri voto 5/ 20,5-23 voto 6/ 23,5-26 voto 7/ 26,5-29 voto 8/ più di 29 voto 9. Femmine: meno di 18 giri voto 5/ 18-20 voto 6/ 20,5-23 voto 7/ 23,5-26 voto 8/ 26,5-29 voto 9.
- Test di Cooper: questo test intende misurare la resistenza aerobica dell’allievo; i risultati danno una stima approssimativa delle condizioni fisiche. Il risultato si basa sulla distanza percorsa dal soggetto sottoposto al test durante i dodici minuti di corsa, valutato in rapporto all’età ed al sesso e verrà valutato in base ad una tabella di riferimento
Maschi 14-15 anni: 2700m + molto bene/ 2400-2700m bene/ 2200-2399m normale/ 2100-2199m male/ 2100m – malissimo
Femmine 14-15 anni: 2000m+ molto bene/ 1900-2000m bene/ 1600-1899m normale/ 1500-1599m male/ 1500- malissimo
- Osservazione dell’impegno dimostrato durante le attività di preparazione.
- Rilevamento del miglioramento del livello di partenza.